Un altro anniversario

Mi stavo dimenticando !

Mi stavo dimenticando che oggi è l’anniversario di Patriebalere, questo blog, il mio blog.

E dal 4 marzo del 2010 che è aperto e quindi sono ……sono ….. dieci anni, si, sono proprio  dieci anni oggi e io me ne stavo scordando ! cialtrone, volubile, vecchio rincoglionito che dimentica le ricorrenze.

Eh si sono proprio dieci anni e …. non so cosa dire, anche perché me ne ero dimenticato ( l’avevo già detto ?)  e beh, insomma, io ci sono ancora, con meno balere e meno idee ma sono sempre qui e se qualcuno vuole dare un mano si faccia avanti che ho perso il filo !

e, a proposito:  auguri !

Facebook

Cosa c’entra Facebook con il ballo ?

anche niente di per sé , si è ballato per secoli senza sentire il bisogno di farlo sapere agli altri, ma il non farlo sapere agli altri, oggi, in questo folle mondo di bugie e social, equivale a non fare una certa cosa, non  esistere, scomparire nell’anonimato.

Ed ecco che ogni podio ogni risultato, ogni vestito, acconciatura, passo, figura, ogni sorriso ogni posa un po’ elastica, una sciancata e una moina leziosa, ogni diploma, medaglia, coppa o distintivo  viene pubblicata e sbandierata, sennò che la si è fatta a fare ? A chi si racconta ?

Allora ogni lunedì mattina compare sui profili dei ballerini una foto di coppia in posa tragica e sotto la nota relativa:

“Contento di  essere arrivato primo / secondo / quarto / in finale / in semifinale / sul podio / di aver partecipato (significa che è andata male) ”

A  volte si aggiunge la specifica dei partecipanti, è infatti fondamentale la relatività del piazzamento in base al numero: pare sia preferibile arrivare quarantesimi in una massa informe di cento asini che secondi in una gara a due coi campioni del mondo, tanto la “gente” capisce solo i numeri:

 “oggi dodicesimi su quarantaquattro / ventiduesimi su novanta / settimi su trentadue / (e perfino)  centosessantesimi su duecentoventidue”

oppure

“emozionati per la nostra prima gara in B3 / C /  B2 / A / AS / Z / W / Y eccetera “

come se un estraneo capisse qualcosa  della differenza tra classi di ballo, ma anche

“un grazie ai miei  maestri / alla mia ballerina / al mio ballerino / ai nostri tifosi”

Una profusione di foto e di commenti, di “mi piace”, di cuoricini e di “belli” e di “bravi”. Una valanga variopinta, una epifania di emozioni vere e tarocche. Premesso che non sono contrario ai complimenti, anzi mi piace un sacco farli e riceverli a voce, è andata che per il sovraccarico di noia in un giorno di pioggia ho silenziato tutti i post Facebook dei ballerini (non fateglielo sapere che sono permalosi assai)  e così mi sono liberato di inutili e stucchevoli autocelebrazioni in abito di gala.

Finalmente soddisfatto della pulizia etnica mi sono ritrovato fra le mani una bella foto mia e di mia moglie in una posa di ballo che mi entusiasma ..……… e  adesso ????? mica posso metterla  io su Facebook , altrimenti la coerenza dove va  a finire ?

Cazzo, è un vero dilemma !

Le mirabolanti indagini del maresciallo Battaglia … due: Fornacette

Questa mattina 4 novembre alle ore 10,45 davanti a me agente scelto Settimio Paccosi fu Gerolamo si presentava tale signor Demetrio Fantacci di anni 86 coniugato e convivente con Margherita Riccò di anni 84, di professione pensionati Inps entrambi sia lui che lei, il quale dichiarava che nella notte compresa tra ieri e oggi, ovvero stanotte quella passata e non quella che deve ancora arrivare, mentre si trovava nella sua abitazione sita in Via del Gelso numero 7 in località Poggio al Casone composta da due piani contenenti tre stanze al piano più un servizio con vasca da seduta, e precisamente al piano primo nel suo letto a due piazze dormendo di sonno lieve in quanto affetto da ventitre anni da insonnia di origine ansiosa,  percepiva dei rumori sospetti  provenienti dal tinello attiguo del tipo specifico riferentisi ad aperture di sportelli della credenza rococò, di epoca fine ottocento ereditato dalla famiglia dello zio, e rufolamenti fra gli oggetti in essi contenuti.

Nel contempo la di lui consorte Margherita Riccò, che non è qui presente in quanto tuttora convalescente, stava guardando al piano sottostante la televisione modello Grundig 40 pollici la puntata della nota trasmissione  “Camionisti in Trattoria”  che si stava protraendo oltre la mezzanotte.

Il signor Demetrio si dichiara sicuro che la moglie stesse dormendo in poltrona, cosa che accadeva ogni sera.

Ma veniamo al punto.

Insospettito dal rumore ed avendo spesso appreso dal telegiornale, in particolare canale 5, di ripetuti tentativi di effrazione, furti, rapimenti e pestaggi nei confronti di vecchi indifesi, si premurava di alzarsi dalla posizione distesa e recarsi cautamente in pigiama nell’attiguo ripostiglio ove viene conservata, oltre ad alcune oggetti di uso quotidiano, una piccozza da alpino ricordo del servizio di leva svolto a Belluno, detenuta in tal luogo a scopo di arma di difesa contro eventuali aggressori.

Quivi, per non destare sospetti nell’intruso, tastava in silenzio e al buio alla ricerca della piccozza e raccoglieva il primo oggetto a portata di mano che nello specifico risultava essere anziché la suddetta piccozza uno spazzolone di tipo mocio vileda con impugnatura in plastica dura di colore giallo limone.

Munitosi di tale attrezzo si posizionava dietro la porta della camera e dopo alcuni minuti di attesa resa problematica a causa di sopraggiunti impellenti bisogni corporali e pur iniziando a temere di non resistere ulteriormente, si affacciava una figura non meglio identificata che con fare furtivo si introduceva nella camera armato di pila a batterie che puntava dritto negli occhi del signor Demetrio il quale profferiva le testuali parole:  “Chi sei? Togli la luce!” e nel contempo a scopo di difesa preventiva sferrava un colpo deciso sulla testa dell’intruso tramite lo spazzolone con mocio. Il malcapitato emetteva allora un urlo poderoso e frasi sconnesse in lingua non ben definita che il signor Demetrio identifica come arabo delle quali il signor Demetrio percepiva il solo termine “porca puttana” .

L’intruso, intimidito dalla pronta reazione del signor Demetrio barcollando sulle proprie estremità e tenendosi il cranio abbandonava a terra la pila a batteria ed un candeliere di peltro facente parte del corredo della signora Margherita Riccò, e si dirigeva con lunghi balzi verso la rampa di scale che conduce al piano terreno percorrendola con veemenza al termine della quale invadeva corporalmente la signora Margherita la quale, svegliata dal rumore della colluttazione, si era nel frattempo sollevata dalla poltrona e si stava dirigendo verso il piano superiore della abitazione proferendo le testuali parole “Demetrio che succede ? cos’è questo casino ? “.

La collisione fra il soggetto fuggente lungo la rampa di scale e la signora Margherita Riccò che stava salendo la medesima rampa portava ad una rovinosa caduta dei due fra i quali la moglie restava a terra in stato di stordimento e il fuggente si rimetteva subitamente in posizione eretta e usciva barcollando dalla porta di ingresso imprecando  e pronunciando offese irripetibili  in lingua sconosciuta delle quali peraltro né il signor Demetrio né la signora Margherita sono in grado di distinguere il significato allontanandosi successivamente di corsa nella notte buia.

A questo punto il signor Demetrio provvedeva a chiamare il pronto intervento che ivi dirottava la pattuglia di servizio che al comando del maresciallo Battaglia si trovava in località Fornacette in sosta di appostamento fuori del locale Flamengo dove si esibiscono ballerine di lap-dance

La pattuglia decideva quindi  di abbandonare momentaneamente l’appostamento e recarsi a sirene spiegate  in via del Gelso per un intervento di pubblica sicurezza, ma qui giunti non trovavano traccia alcuna del ladro bensì il signor Demetrio ancora in pigiama e la signora Margherita che si era riposizionata nella poltrona sopracitata con una grossa borsa di ghiaccio sul cranio.

Raccolte le generalità e constatato che non era possibile individuare la direzione presa  dall’invadente il maresciallo Battaglia consigliava l’intervento di una autoambulanza della locale Croce Rossa e di recarsi presso questa caserma per la denuncia  del caso e riprendeva le operazioni di appostamento al Flamengo

E qui siamo al punto

Da una inventario sommario non risulta che siano stati asportati oggetti di valore dalla abitazione, risultano altresì macchie di sangue e materiale organico di cui non si conosce l’appartenenza sul tappeto posizionato in fondo alle scale.

Il qui presente sopracitato Demetrio Riccò intende presentare denuncia per aggressione a mano armata a scopo di rapina e maltrattamenti alla moglie e disturbo della quiete pubblica e dichiara agli atti “E’ la prima volta che ci succede una cosa del genere, ma da mia cognata, che sta proprio accanto a noi, i ladri sono già entrati. A Pisa c’è da aver paura, è l’ora di farla finita con questi marocchini.”

La signora Margherita è stata giudicata guaribile in sette giorni salvo complicazioni ed intende sporgere richiesta di danni morali e materiali alla comunità musulmana delle provincie di Pisa e Livorno ed alla assicurazione La Fondiaria con la quale aveva stipulato  la polizza del capofamiglia.

Seguiranno accurate indagini per rintracciare l’individuo sospetto sulla base della identificazione del signor Riccò il quale precisa che il colorito della pelle dell’invadente appariva  marrone ed acclarare quindi gli avvenimenti.

Scritto, letto e riletto e firmato dal sottoscritto Agente scelto Settimio Paccosi fu Gerolamo

Questa è una storia vera. Non ci credete ? aprite il link qui sotto

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2018/11/01/news/ottantenne-trova-il-rapinatore-in-casa-e-lo-mette-in-fuga-con-lo-spazzolone-1.17415907

Le mirabolanti indagini del maresciallo Battaglia

Sarzana
Alle ore 02,00 del mattino del giorno 5 maggio c.a. si presentava presso questo comando la signorina Verusca-con-la-kappa Tognozzi la quale si manifestava in abiti succinti composti da: una mutanda a filo deretano di colore indefinibile in quanto confondevasi con l’epidermide sottostante, un paio di calze a rete lungamente smagliate sulla coscia sinistra, una scarpa con tacco alto molto più del necessario, una maglietta della squadra calcistica professionistica Sampdoria recante il numero 10 e la scritta Cassano sul retro. La signorina si presentava ansimante nella parte interiore del torace e scarmigliata nella parte superiore del cranio e con una vistosa fasciatura al polso destro.
La suddetta signorina Verusca-con-la-kappa riferiva che nel corso della notte medesima si trovava sul tetto del villino Milly sito in località Al Poggio della ridente cittadina di Sarzana quando a causa di uno spavento scivolava lungo gli scoscesi embrici di tipo portoghese in laterizio di colore rossastro piombando rovinosamente sul terrazzo sottostante il tetto suddetto e fratturandosi, secondo sua personale diagnosi, il polso destro.
Da quanto asserisce la sopracitata lo spavento le veniva procurato dall’inaspettato intervento delle forze dell’ordine che stavano sopraggiungendo a sirene spiegate e con i riflettori a led azzurro di recente dotazione della potenza non trascurabile di 3.000 vatt che la illuminavano accecandole la vista degli occhi mentre si trovava appunto sul tetto sopra menzionato.
A tale scopo questo verbalizzante ritiene utile precisare che tale intervento delle forze dell’ordine comandato dal maresciallo Battaglia era stato reso necessario dalla chiamata telefonica della signora Milly Pappalardo di professione infermiera presso il nosocomio “Speriamobene” del capoluogo e residente nel suddetto villino Milly che appunto da lei aveva assunto il nome considerata anche la circostanza che come ella sostiene lo aveva pagato tutto di tasca sua senza che il marito ci mettesse una lira.
A precisa domanda indagatoria del maresciallo la signora Milly Pappalardo dichiarava che avendo ella terminato il turno di sorveglianza notturno degli ammalati in anticipo rispetto all’orario consueto che prevedeva le ore otto del mattino, si era recata alla propria abitazione tutta contenta di poter occupare come da testuali parole “finalmente, una volta tanto” il letto matrimoniale insieme al suo legittimo consorte nonché convivente S.T. di anni 54 che nel letto doveva già trovarsi dalle ore 23 della sera precedente. Quando, dopo aver parcheggiato l’autovettura, una Ford Fiesta color fegato con targa AZ 222 PT regolarmente revisionata e in regola col bollo, scorgeva una figura di tipo femminile che con movimento furtivo e sospetto fuoriusciva dalla porta finestra sita in camera da letto e si arrampicava sul canale di gronda in rame rifatto l’anno precedente fino a salire sul tetto del villino.
Scambiando tale figura misteriosa per un malvivente di sesso femminile telefonava prontamente a questo comando richiedendo l’intervento della pattuglia di servizio.
Datosi che la pattuglia di servizio sopra citata comandata dal maresciallo Battaglia si trovava in perlustrazione nelle strade adiacenti dove agiscono da tempo note avvenenti prostitute libanesi, occorsero pochi minuti perché l’auto si presentasse appunto a sirene spiegate e con i fari a led accesi al villino.
Fu allora che ebbe luogo l’incidente.
La signorina Verusca-con-la-kappa Tognozzi dopo essere caduta sul terrazzo della camera da letto del villino Milly veniva prontamente soccorsa dal signor S.T., marito della chiamante intervento signora Milly, il quale facendo capolino dalla camera  le rivolgeva a gran voce e con tono preoccupato le testuali parole dal consesso udibili “Ti sei fatta male tesoro ?”
A questo punto la signora Milly Pappalardo veniva colta in ordine cronologico:
1. da uno svenimento di breve durata con caduta senza conseguenze grazie al pronto intervento del maresciallo Battaglia che la prendeva al volo mentre cadeva
2. da un subitaneo risveglio con espressione interrogativa nei confronti della pattuglia
3. da una improvvisa crisi di nervi che la portava ad urlare offese verso il marito S.T. e la signorina Verusca-con-la-kappa alla quale si rivolgeva con l’appellativo “maledetta sgualdrina”
4. da una reazione impulsiva che la portava a liberarsi con una certa fatica dalle braccia del maresciallo Battaglia che continuava a stringerla cercando di calmarla con le parole “non si preoccupi ci sono qua io”
5. da un imprevedibile raptus energetico che la portava a correre in casa, vanamente inseguita dal maresciallo e giunta alla camera da letto di cui sopra colpire ripetutamente nella parte superiore del corpo il signor S.T. con lo sgabello poggiapiedi in stile francese che trovavasi nelle vicinanze del letto
Poiché la situazione stava precipitando la pattuglia ritenne opportuno bloccare i contendenti e per la sua propria incolumità apporre le manette ai polsi al signor S.T. che peraltro presentava una espressione di stupore e nel contempo tranquillizzare la signora Milly Pappalardo che stava continuando a percuotere il marito ammanettato, tramite una tazza di cioccolata calda subitamente preparata dal maresciallo Battaglia stesso con l’aggiunta di quattro bustine di zucchero di canna.
Nel contempo la signorina Verusca-con-la-kappa che si trovava dentro gli abiti ristretti citati in questo verbale e si lamentava del dolore veniva premurosamente accompagnata nell’ infermeria di questo comando in quanto non si ritenne opportuno condurla al nosocomio “Speriamobene” per non agitare le acque già burrascose.
Alla signorina Verusca-con-la-kappa venivano applicati nella infermeria di questo comando cinque punti di sutura sul polso destro nonostante ella fosse convinta che una frattura non si cura con i punti di sutura e protestasse alquanto e le venivano pertanto somministrate a scopo curativo 50 gocce di Valium.
La signorina Verusca-con-la-kappa resa molto più tranquilla dal Valium e dalla ottima fasciatura decideva quindi di sporgere denuncia contro ignoti per i danni subiti non intendendo gravare con accuse pesanti e circostanziate i convenuti all’incidente e non rinunciando tuttavia ai propri diritti di risarcimento assicurativi nei confronti della compagnia La Fondiaria dove vige una polizza infortuni a suo favore.
E qui siamo.
Questo comando eseguirà dunque le opportune indagini per appurare il reale svolgimento degli eventi onde assicurare i colpevoli alla giustizia.

Scritto, letto e riletto e firmato dal sottoscritto
Agente scelto Settimio Paccosi fu Gerolamo

E’ una storia vera, non ci credete ? aprite il link qui sotto

https://www.lanazione.it/sarzana/cronaca/amante-tetto-1.4224547

Carmine

La fortuna di vivere in una città antica:
vado al parcheggio a riprendere la macchina e scorgo il portone aperto di una chiesa, niente di strano se non fosse che quel portone io l’ho visto sempre chiuso nella mia ormai lunga vita in questa città, e per dieci anni ho abitato a cinquanta metri da quella chiesa.
Entro, e mi trovo all’interno di questo inatteso spettacolo e lascio fuori il pomeriggio di pioggia e per qualche minuto mi pare di vivere in un mondo perfetto, in un’epoca perfetta e fra gente evoluta.
Appena in tempo, una foto e il portone è stato richiuso chissà per quanti altri anni.
E sono tornato fuori nel pomeriggio di pioggia

Quando un numero ti migliora la giornata

L’operatrice del 187 Telecom con un bellissimo accento veneto mi propone di passare senza bisogno che faccia niente ad un pacchetto fibra e telefono che costa il 30 % in meno di quanto pago adesso con la stessa Telecom e poi mi dice pure che ho la voce di un trentenne.
O mi prende per il culo oppure oggi è una buona giornata.
Confido nella seconda opzione.
Le ho riposto soltanto che la mia voce deve essere allenata per necessità ed aggiungo qui che è necessario se voglio registrare le mie scemenze e non passare pateticamente per un vecchio rincoglionito
Comunque adesso posso pure tornare a dormire che la giornata potrebbe peggiorare.

Avanzi di balera

All’inizio dei tempi, quando in me si stava formando l’idea di scrivere storie di ballerini e questo blog era ancora da nascere, ho cercato di documentarmi, cosa che faccio abitualmente  quando affronto un nuova materia, ed ho letto diversi libri che avevano come argomento centrale il mondo del ballo.

I più erano necci che raccontavano languide e tribolate storie d’amore, altri quasi dei manuali  tecnici, metti un piede lì sposta la gamba di là, noisosissimi, altri ancora autobiografie zeppe di foto e di sorrisi.

Poi ci fu l’incontro fulminante con “Avanzi di Balera”, e già il titolo era tutto un programma, e fu lì che decisi di scrivere di ballo, sulla falsariga di quel libro e da esso traendo ispirazione costante e la giusta prospettiva per inquadrare quel mondo fantastico popolato di musica e salti.

“Avanzi di Balera”  di Beatrice Benelli

Edizioni Il Mulino – 2001

Attenzione, il libro non è più in commercio ma lo si trova ancora su IBS usato a un prezzo scontato, affrettatevi sono le ultime copie.

Ora voi direte: ma che ce lo dice a fare dal momento che è fuori produzione ? visto che non lo si può comperare in libreria è inutile parlarne. Vero.

Ma io ne parlo sempre volentieri perché è il mio testo di formazione sul ballo, il mio Corano, la mia Bibbia, è il vademecum, il manuale delle giovani marmotte e l’agenda di lavoro, il prontuario e la guida. Lì ho trovato  tutto quello che dovevo sapere prima di avventurami a scrivere cose di balere.

Riporto dalla quarta di copertina “Il ballo, i suoi luoghi, i suoi riti come perfetta metafora dell’esistenza umana, perché quando si entra in una sala da ballo, sia pure per quel breve arco di tempo e in quel luogo circoscritto, ci si esibisce, ci si confronta, ci si mette alla prova, cercando di ballare e di dare il meglio di sé, senza rivelarsi troppo e subito, in una sorta di manipolazione giocosa e innocua.

Quello che conta è mantenere tutto su un piano di sostanziale non-compromissione, consentendo tuttavia a sé e agli altri lo spunto per una prosecuzione. Si impara molto in balera: si impara a conoscere se stessi, a fidarsi e a diffidare, a osservare e a essere osservati, a osare e a ritirarsi al momento giusto.”

Il mondo dei ballerini e delle balere visto con la lente di ingrandimento di una affermata docente di Psicologia che è allo stesso tempo una appassionata di balere e di competizioni.

Ci sono dentro la professionale freddezza della donna di scienza, un caustico spirito di osservazione e la passione della ballerina.

In questo libro si può trovare un po’ di tutto: ci sono le origini storiche dei balli, trucchi e ritratti, descrizioni di ambienti, analisi psicologiche e sociologiche, ricordi personali e consigli per l’uso. Chi non frequenta più i locali da ballo ritroverà in queste divertenti pagine un’atmosfera amata, chi dal ballo è incuriosito troverà una spinta briosa per muovere i primi passi e chi ne è dentro vi ritroverà molto di sé.

Se siete qui a leggere queste note e vi piace il mio blog siete pronti per un salto di qualità ed affrontare qualcosa di più completo.

Un paio di anni più tardi, grazie a questo  blog,  siamo stato invitati mia moglie ed io a TV 2000 per una trasmissione sul ballo e nella sala di attesa del trucco chi ti vado ad incontrare, insieme ad un tanguero e un fisarmonicista ? nienntepopodimeno che…..  la professoressa Beatrice Benelli in persona che poi era il filo conduttore della trasmissione, l’esperta !

Non vi posso descrivere l’emozione che ho provato: non avevo la più pallida idea che ci sarebbe stata, ma naturalmente avevo il suo libro con me e appena gliel’ho  mostrato per un autografo è nata una simpatia che poi si è tradotta in una piacevole frequentazione epistolare che prosegue tuttora e che mi conforta nei miei esperimenti narrativi: se una cosa che scrivo piace a lei sono tranquillo.

 

20.000

Eccoli, ci siamo arrivati !

20.000 visitatori !!!!!!

sono tanti, tantissimi, impensabili, inimmaginabili, goduriosi, fantastici.

Sono felice.

Un’avventura iniziata qualche anno fa per gioco e che per gioco continua ma con numeri così impegnativi che richiedono una mia maggior costanza: cazzeggiare va bene, ma c’è qualcuno che viene qui volentieri e merita grande impegno da parte mia e non solo quando mi sfrulla per il capo.

Grazie a tutti voi che anche se per sbaglio siete passati su queste pagine, anche a quelli che cercavano il mio omonimo “Gianfranco Lotti stilista di pelletteria” e che si sono ritrovati su questo blog assurdo, anche a quelli che cercavano notizie sul vero ballo sardo o  su “A Diosa” e sono rimasti delusi o agli amici che, un clic oggi ed un clic domani, hanno alzato il numero dei visitatori, agli anonimi e a coloro che con i loro commenti hanno elevato la qualità del racconto.

Nessuno mi ha offeso e in questi anni di social scatenati e sregolati in cui ognuno si sente in diritto di sparare impunemente sentenze, minacce e cazzate  è già molto. Quanto meno i miei lettori sono persone ragionevoli ed educate, scusate ma non è poco, sono orgoglioso di voi.

Continuiamo assieme, vi prego

 

Patriebalere su Spreaker

Patriebalere sbarca su Spreaker la piattaforma  web con la quale è possibile creare e condividere contenuti audio, live o podcast, un contenitore nel quale pubblicare liberamente le mie scemenze,  una radio libera e personale sempre a disposizione.

Si comincia con il primo episodio de “La posta del cuore di Ivano Libanore”.

Si tratta di  richieste di consigli sentimentali rivolte a Ivano Libanore, un ex maestro di ballo e gran puttaniere che ha vissuto tempi migliori e si trova adesso a trascorrere una malinconica vecchiaia  in un istituto di  suore (diciamo sorelle per non offendere le suore)  assieme a un invadente compagno di stanza di nome Romolo.

Il linguaggio è un pochino scurrile, direi abbastanza, con dovizia di pudende. Ogni riferimento a cosa o persone reali è puramente casuale ma mi piacerebbe  che non lo fosse.

E’ un esperimento e come tale lo dovete prendere.

Per ascoltare l’episodio clicca sull’icona qui a lato

P.S. per gli anonimi criticoni; io mi sono divertito moltissimo e questo mi basta.