Il tappeto volante

Allorquando le spalle siano dritte ed aperte con il busto eretto ed il petto in fuori, il collo proteso in alto, la testa rivolta dalla propria parte con lo sguardo fiero che fissa lontano, i gomiti  sollevati in alto all’altezza del proprio orecchio, i polsi in verticale con il pollice che combacia con quello della dama, i buchi del naso divaricati alla ricerca di aria di montagna, i capelli impomatati pettinati possibilmente all’indietro e le sopracciglia distese.

E poi il bacino sia proteso in avanti che tocca la dama, lato destro dell’uomo con lato destro della donna, le gambe rilasciate col peso del corpo perfettamente in equilibrio sul proprio asse senza aggrapparsi all’altro, i polpacci elastici dentro calzettoni neri elasticizzati e piedi possibilmente non doloranti dentro scarpe all’uopo acquistate.

La ballerina con la testa rilasciata all’indietro, la linea del collo allineata con il dorso, adagiata sulle braccia, le gambe in posizione leggermente piegata e rilassate pronte allo slancio dentro le scarpine da ballo coi laccetti, le guance arrossate dal desiderio o dal fondo tinta ed i capelli raccolti in un chignon con fermaglio risplendente come un diadema.

Bene, adesso che si è spuntata tutta la personale lista che si ha nella testa alla voce postura, si può cominciare a sentire la musica, quindi, raccogliendo tutto il coraggio ancora utilizzabile in sala, partire ed andare a tempo con sollevamenti ed abbassamenti del tronco ricadendo al tempo musicale giusto dell’elevazione e molleggiando le caviglie con passi di taccopianta, pianta, piantatacco, quindi allungare la falcata a coprire la pista traguardando oltre la dama e stando accorti a non urtare nessuno e a non farsi interrompere la sequenza e la linea di ballo dalle altre coppie. Il tutto guardando sempre in avanti col sorriso stampato sul volto come se non si trattasse di uno sforzo ma di uno stato di armonia eterea.

Inizia la rigida sequenza di passi e figure studiata e provata per mesi nei singoli dettagli.

Questo è il valzer lento, una fatica terribile di braccia, gambe e applicazione che con tre balli ti sfianca, ma ti dà la soddisfazione maggiore perché quando prendi il passo giusto con la partner ed il movimento del corpo corretto a tempo di musica te ne accorgi e senti che non stai facendo solo attività fisica intensa o che sei concentrato al massimo o che il cervello coordina con efficacia un mucchio di movimenti o che si sta creando una nuova intimità con la tua dama o che magicamente l’equilibrio precario si trasforma in spinta e movimento armonioso, ti accorgi che finalmente stai ballando…………..,

sei salito sul tappeto volante,

e tutto il resto scompare.

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