Il Malandrone

Malandrone 1

 Il MalandroneVia Emilia 117, 56040 Castellina Marittima (Pisa)  Tel. 050.699748 – 3381327022 – 3356637141www.malandrone.it
Quando si balla  
Sabato seraDomenica pomeriggio e sera Liscio con orchestraLiscio con orchestra
Prezzo  
10 euro
Pista da ballo  
36 passi x 18 passi
Parcheggio  
Agevole, davanti al locale
Dove si mangia  
Giro Pizza con ballo  sabato a 10 euro, buffet con ballo la domenica a 10 euro

Scrivo queste note a due mesi dalla mia visita al Malandrone, ho fatto volutamente decantare le impressioni perché ero troppo coinvolto. Ero stato lì in occasione di una breve presentazione di “Una stagione al Maciucambo”, per chi non lo sapesse il mio romanzo sulle balere, invitato dalla brava Carmela, gestore del locale e giornalista di Telegranducato, Una serata piacevole e gratificante, con sensazioni forse falsate dalle circostanze. Lavorerò quindi sul ricordo di allora, scusandomi se ci dovesse essere qualche inesattezza legata alla memoria.

Prima però facciamo un passo indietro, fra storia e leggenda.
Divaghiamo sulla storia di Geppe Santo come ci viene raccontata da Don Mario Ciabatti nella pubblicazione “Vada nei secoli”
“Prima del 1800 le strade maestre del nostro Comune non erano sicure per i pericoli di aggressioni, nel tratto Acquabona-Malandrone, dove, in seguito all’uccisione di certo Francesco Bellomini, fu chiesto lo smacchiamento della strada, nella salita del Malandrone, luogo famoso, che tuttora ci ricorda le gesta di Geppe Santo (classe 1840) dell’Acquabona, dove aveva l’osteria. Costui – uomo corpacciuto – vestiva sempre di velluto, ed al panciotto teneva un catenaccio d’argento, campanelle d’oro agli orecchi e anelli nei diti della mano. Uomo bisbetico ed anche lazzerone incuteva timore a vederlo, con il suo barbone e per i suoi dispotici modi di vita. Di lui si dice che il Granduca Leopoldo II, passando sulla Via Emilia e conoscendo le stravaganti imprese e le sue azioni con i clienti, l’obbligò a radersi la barba, lo esortò a cambiare tenore di vita, sotto gravi sanzioni qualora avesse fatto orecchi da mercante alle intimidazioni fattegli. Beppe, impressionato e temendo il peggio, ottemperò, sebbene a malincuore, agli ordini del Sovrano, che dopo poco ripassava da lui. Quando morì la sua salma fu deposta nel camposanto di Rosignano Marittimo e con la morte di Geppe, ebbero termine anche le aggressioni del Malandrone.”
Costui dunque diede origine alla leggenda

Oggi il Malandrone si identifica in un nucleo di attività comprendenti un centro commerciale, negozi, osteria e appunto la nostra sala con annesso ristorante e pizzeria, una brevissima deviazione dalla A12 Genova Roma uscita Rosignano direzione Castellina Maritttima, come una stazione di posta per il ballerini.

Leviamo subito ogni equivoco: si stratta di un locale di livello ed ambizioni superiori rispetto alle balere che frequento generalmente. Intanto ha una vocazione precisa, esatta, locale da ballo, punto. Il fatto che ci siano il ristorante e la pizzeria annessi è qualcosa di accessorio, un servizio in più perché il fulcro, il centro di interesse e attrazione è appunto la pista da ballo.
E che sala ! 18 passi per 36, si proprio 36 passi, una pista veramente grande, non per niente si sono svolte qui molte gare di ballo social, una sala così grande che si permette anche di essere interrotta da file di divanetti che creano un ulteriore piccolo spazio posto proprio sotto l’orchestra, come una passerella per chi ama farsi vedere sotto i riflettori.
Attorno alla sala una balconata rialzata con poltrone e divani, a racchiudere i ballerini, fa venire in mente un anfiteatro, un’arena da esibizioni, una concezione antica e sempre godibile. Si scendono i pochi gradini e ci si offre allo sguardo di chi sta seduto, una sistemazione che consente di stare in disparte a chiacchierare o di guardare cosa succede a 360 gradi, come fosse una specie di spettacolo.
Una ulteriore più alta balconata si trova sul lato corto della sala, dalla parte opposta rispetto al grande palco dell’orchestra. Quest’altra galleria ospita altri tavoli e divani, in una zona più dominante e allo stesso tempo più raccolta (e, in verità, anche molto più afosa) .
Gli arredi con divani classici verde bottiglia a righe bordò e azzurre, danno un’atmosfera di “fiesta”, castello delle luci centrale ultra fornito di spot, palco dell’orchestra ampio quanto tutta la parete seppure poco profondo, soffitto chiaro con travi di cemento e colonne grezze, il soffitto ricorda un enorme scafo di acciaio rovesciato, le pareti sono pitturate in rosa, la climatizzazione è ottima, l’ingresso è formato da una serie di corridoi dalle pareti rosa acceso con un calcio balilla che fa bella mostra, da qui si accede al bar e al guardaroba dove troneggia un busto ligneo del famigerato Malandrone.
Aperto nel 1972 può ospitare senza disturbi mille persone, il locale è strettamente collegato con Telegranducato per cui si sprecano le riprese televisive, gli eventi e le occasioni di incontro.
Interessanti proposte al sabato con “giropizza” , pizza bibita e ingresso a 10 euro, e alla domenica, buffet e ballo sempre a 10 euro. Del resto il locale è un po’ fuori mano e quindi offre un servizio tutto compreso di notevole pregio e a costi minimi.

Nella pista ci si può realmente sbizzarrire, l’acustica è ottima e si scorre benissimo, godibile sia per chi balla che per chi vede, il personale è esperto, la signora Carmela conosce l’ambiente del ballo ed i gusti dei ballerini, sa come farli contenti e ci riesce pienamente.
D’estate si balla all’aperto a bordo piscina, mi piacerebbe venirci perché questo è un locale rivierasco, scendendo dalla Versilia il primo in grado raccogliere ad si sfrutta magnificamente anche nelle afose serate estive e, se tanto mi dà tanto,dve essere una meraviglia.
Il giudizio non può che essere ottimo sotto tutti i punti di vista: ottime orchestre, possibilità di ballare liberamente, atmosfera professionale, ma cordiale, non ci si accalda e si può discorrere seduti sui divani.
Tre ballerini

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