Sanno una sega …loro !

Tutto nasce da questa improvvisa, ritardata e rimandata passione per il ballo.
Marzo 2009: il primo collettivo di ballo da sala, e poi le serate in balera, la passione che cresce, nuovi amici della stessa età con la stessa passione e la stessa voglia di invecchiare sorridendo.
Un mondo misterioso che si dischiude. Così un ballo tira l’altro e un altro ancora e ancora una serata . E poi le lezioni e una nuova scuola e poi le prime gare e le prime scarpe col vellutino, e la scoperta di nuovi orizzonti. “A sessanta anni è tardi”, mi dicono, a sessanta anni si può, rispondo ! Statevene voi sul divano a sorbirvi la tivvu.
Poi il bisogno quasi fisico di scrivere, di raccontare queste emozioni e da qui nel 2010 nasce Patriebalere, il mio blog di piccole storie di ballerini. Nel 2011 una raccolta di novelle mai pubblicata, quest’anno trasformata in un romanzetto rosa in cerca di editore e infine (e perché no?) il gusto di leggere le mie storie, di inventarne di altre, ascoltando il sussurrio della sala da ballo, di farle ascoltare e di intervallarle con la nostra musica e con le voci autentiche dei veri avanzi di balera.  Una timida proposta a Radio Zeta, manco considerato di striscio, neppure una risposta, e poi finalmente ……. Radio Danza.

Adesso non smetto per davvero, né di ballare, né di scrivere, né di raccontare !

Certi vecchi conoscenti mi dicono “carine le storie” , ma neanche le ascoltano, “…però che musiche lagnose”, e neppure sanno cosa si suona il sabato in balera, manco ci sono entrati il sabato sera in balera. Sanno una sega loro !!!!

Avanzi di balera

PATRIEBALERE SBARCA SU RADIO DANZA

Da lunedì 11 giugno alle 20.30 con replica ogni giovedì alle 16 su Radio Danza.it

AVANZI DI BALERA

Un  contenitore di storie semiserie di balere e ballerini

Ideato, scritto e interpretato da

Gianfranco Lotti

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Come si riceve Radio Danza, direte voi ?  ebbene solo su pc o iphone o ipad, niente frequenze radio tradizionali. Siamo avanti noi eh eh ehe

Posseduto !

La possessione è il fenomeno per cui un organismo o spirito estraneo, diavolo o demone, prende possesso del corpo di una persona, si lega alla sua anima e la controlla e la tortura mentre è ancora in vita. La persona in questione viene definita indiavolata o indemoniata.
Un demone  ballerino si è impossessato di me.
Un Jinn burlone, un satanello adulatore mi ha abbindolato con promesse di fantastici passi e figure di tango sbarbandomi dal  mio comodo divano davanti alla tele, con false lusinghe mi ha trascinato in pista da ballo  e ora che mi controlla fa il cazzo che gli pare.
Non c’è altra spiegazione al fatto che quando ballo non so mai cosa potrà accadere: potrei andare bene o anche sbagliare tempo e passi, stare su o stare giù con le spalle, schienato o addosso alla ballerina, inciampare nelle stringhe o scalciare gli avversari.  Il mio ballo è totalmente fuori controllo.
Appena terminato devo guardare l’espressione di chi sta intorno per capire coime è andata e se si è fatto male qualcuno perché non sono assolutamente in grado di ricordare né di capire, come fossi in trance.
Hai voglia  di dire “abbi pazienza”, “ci vuole tempo….”,
Macché tempo, ci vuole un esorcista!

Terzo anniversario

Dio come passa veloce ! Il tempo intendo.
Eccoci ancora qui a celebrarci: terzo anno di ballo e secondo di blog, visto che le date coincidono in questa settimana di marzo.

Patriebalere ha due anni di vita.
Il blog a dicembre è migrato su piattaforma Aruba e con un dominio finalmente personale www.patriebalere.it.
Ci sono stati circa 6.200 contatti ovvero volte in cui qualcuno ha cliccato ed aperto una pagina,  con una media di  otto visite al giorno.
Sono molto fiero della veste grafica del blog e della suddivisione in argomenti:
pagina principale
la posta del cuore
le mie balere
lezioni di ballo fai da te
avanzi di balera
abc delle gare di ballo

Le storie che vedono protagonisti i compagni di ballo sono quasi del tutto scomparse, non è che non ci sarebbe di che raccontare piuttosto stanno diventando cose di amici, fatti personali e non mi va di metterle in piazza, ce le godiamo fra noi.
Si tratta quindi di  racconti di pura fantasia anche se qualche acuto osservatore potrà riconoscere negli atteggiamenti particolari di qualche personaggio i tratti di qualcuno di noi.
La posta del cuore di Ivano Libanore è il mio divertimento maggiore, una sfruculiata goliardica totalmente priva di senso.
Le lezioni di ballo fai-da-te di Isidoro Polvani le ho scritte tutte d’un fiato l’estate di un anno fa, al mare, ne pubblico una ogni tanto. Vi sono molto affezionato ma so che non piacciono molto.
Sono rammaricato che le recensioni de Le mie balere non aumentino, ma per una serie di circostanze il sabato sera non andiamo quasi più a ballare e  la cosa ci manca molto.
Al contrario l’abc delle gare da ballo si arricchisce settimanalmente di nuovi capitoli, cose che ci toccano personalmente o vediamo da vicino nei palazzetti di mezza Italia.
Avanzi di balera infine è la mia sfida più rilevante, l’embrione di una storia articolata con luoghi e personaggi da piccolo romanzo. Ci sto lavorando sodo, ogni  tanto esce un capitolo a mo’ di esperimento.


Tre  anni di ballo

Il 12 marzo 2009 assistemmo attoniti alla nostra prima lezione collettiva di ballo da sala, un giovedì sera fortunato in quel di Candeglia.
Non sapevamo niente del tango, del valzer, del foxtrot e di qualunque altra cosa che invogliasse a muovere piedi e fianchi a tempo di musica ed eravamo intimamente convinti che fosse un tentativo inutile.
Ieri, tre anni dopo, abbiamo partecipato al  trofeo Lunidanza a Livorno, gara competitiva nazionale danze standard classe B3 categoria 56/61 anni.
Non interessa come è andata , interessa piuttosto che si può fare, come si usava dire

YES WE CAN

È vero la filosofia del yes we can non va più di moda in politica, ma vi assicuro che in altri campi è sempre valida.
We can, si può imparare a ballare a sessant’anni eccome se si può, ma attenzione non è tutto facile, come in ogni attività  occorrono determinazione, ambizione e perseveranza ……. e un bel po’ di quattrini !

Dunque il mio invito caloroso è: andate a ballare, imparate a ballare, divertitevi e fate movimento a tempo di musica e tra la gente, non ci sono controindicazioni.
Se qualche lettore incuriosito vuole capire cosa significa divertirsi  a tempo di liscio e senza impegno può andare il giovedì sera al Circolo Sperone dove i miei amici ballerini Adriano e Manola si divertono da matti e mostrano i movimenti elementari del ballo.
Se poi  qualcuno volesse veramente imparare a ballare come si deve c’è una sola risposta: Dance Style Academy dei miei grandissimi, fantastici e superlativi maestri Barbara Benedetti, Marco Bartolini e Christian Costa. Il massimo.

Ancora un Buon Natale

Sono andato a cercarmi il messaggio di auguri natalizi di un anno fa e ho fatto la conta di coloro ai quali questa volta non dovrei fare gli auguri, vuoi perché non ci frequentiamo da mesi, vuoi perché la corrente di empatia si è interrotta o le strade si sono come si suol dire divaricate.

Si tratta di un mucchio di gente.

Talvolta ci si ritrova in scelte di campo senza alcuna malevolenza accorgendosi che un poco alla volta si è intrapreso un percorso diverso che conduce verso altre frequentazioni, altre convinzioni e altri interessi.

Un pezzo di strada della nostra vita percorso assieme e poi l’oblio.

Non c’era niente di sbagliato prima, non c’è niente di sbagliato adesso, è solo che le cose cambiano anche senza di noi, anche sopra di noi.

Così il mio pensiero è ora rivolto a tutti coloro con i quali incrociamo i ricordi di ieri e le aspirazioni di oggi.

Auguri dunque al popolo dei ballerini e dei sedentari, agli assidui frequentatori di balere disponibili a lasciarsi andare per il fugace tempo di una canzone, auguri a maestri e allievi, ai virtuosi danseur impomatati chiusi nei frac e agli indaffarati, disarticolati tirocinanti, alle danseuses  appannate e pur sempre eteree e alle spose esuberanti fasciate di crinoline e pajettes con tante prospettive alle spalle.

Auguri a quelli che alla sera in macchina, tornando a casa, ascoltano le canzoni della radio, a quelli che non sono ancora sazi di musica, a quelli che rimandano ostinatamente l’ora del rientro, a quelli che prima di dormire parlano ancora una volta di giro naturale ed a chi fa già progetti per la prossima sera.

Auguri a chi dopo una sera di ballo si getterà sul letto ancora truccata con la voglia di dimenticare tutto e a chi toglierà il fondotinta con flemma davanti allo specchio ripensando a proposte di incontri futuri, accarezzando speranze che al risveglio non saranno più le stesse.

Auguri a quelli che per una notte hanno dato il meglio e non sono ancora appagati e a quelli che hanno trascorso un’altra serata da soli, a guardare gli altri sorridere, e tuttavia non hanno abbandonato la speranza.

Auguri a quelli che domani dormiranno fino a tardi e non ricorderanno  le avventure di oggi ed a quelli che sogneranno la ballerina con cui hanno condiviso una fugace beguine, auguri a quelli che hanno già sonno  e non combattono più.

Auguri a voi compagni di passione e di  di queste notti di musica e danza, auguri a  voi che animate queste storie di speranza e malinconia, auguri a tutti voi, pipistrelli notturni, compagni della mia sera.

e chi vi ferma a voi !

“Danzare è come parlare in silenzio. E’ dire molte cose, senza dire una parola.”

(Yuri Buenaventura grande cantante colombiano di salsa)

LAIDE Libere Associazioni di Idee……. a ferragosto

Oggi è ferragosto dal latino feriae augustae, giorni feriali introdotti dall’Imperatore Ottaviano Augusto per la fine della raccolta del grano e nei quali gli uffici e le scuole restavano chiusi, ci si dava all’allegria e si facevano regali.

Il Cristianesimo, una volta divenuto religione dell’Impero, inserì diverse feste proprie al posto di quelle pagane, ferragosto è diventata la festa dell’Assunta: la Madonna, al momento del suo trapasso, chiamato anche Dormizione, si trasferì immediatamente, sia con l’anima che con il corpo, in Paradiso fu “assunta”, ricevuta, accolta in Paradiso.

L’Assunta è anche una ballerina di Ripafratta, dove c’è l’omonima stazione ferroviaria incustodita, il sabato va a ballare il liscio al circolo dei lavoratori disoccupati.

La disoccupazione in Italia è in forte crescita, dunque ci sarebbe più tempo per dedicarsi al ballo, però c’è sempre meno voglia perché i pensieri sono altri, altro che cazzate !

Finisce che l’Assunta non trova partner per i suoi valzer saltellanti e deve accontentarsi dei balli di gruppo da fare con altre spose, vedove e nubili donzelle del circondario di Ripafratta, i soli uomini arruolabili sono pensionati bolsi, i giovani sono incazzati neri col mondo, ridotti a comperare gratta e vinci per conservare la speranza di una vita migliore.

L’Assunta il lavoro ce l’ha, fa la manicure per corrispondenza, non si guadagna tanto ma ci sono poche spese vive, insomma se la cava,

Il giorno di ferragosto è festa grande in tutto il paese, non si lavora quindi i disoccupati  si sentono più uguali agli occupati, purtroppo dura poco fino al mattino seguente  giorno di San Rocco.

San Rocco era nato a Montpellier, proprio per merito suo oggi esistono frazioni e quartieri che si chiamano San Rocco in molte città italiane e forestiere.

Anche nella mia città esiste un sobborgo che si chiama San Rocco, lì ha la casa il mio amico Claudio che coltiva pomodori e squisite susine claudie come lui che, a differenza di lui, fanno andare di corpo a più non posso.

San Rocco era anche il patrono di Popiglio.

Una volta in questo giorno si faceva gran festa e montavano l’albero della cuccagna dove salivano i poco raccomandabili, secondo mia mamma, personaggi locali: ragazzacci di bosco coi capelli incolti e lo sguardo di sfida, sempre pronti a bestemmiare e a far cose per me proibite, tipo fumare e pescare scalzi nel torrente.

A me sarebbe piaciuto arrampicarmi sul palo scivoloso con la saccoccia di farina, allora si usava quella non il carbonato di magnesio, ma non ero proprio capace e oltretutto soffrivo di vertigini.

L’albero della cuccagna non si fa più da nessuna parte, è più sbrigativo giocare al lotto, anche se poi non si vince mai niente.

Alla sera alla casa del popolo gli adulti ballavano mazurche e foxtrot coi vestiti della domenica.

Il foxtrot è una danza briosa e veloce di origine americana che letteralmente significa “trotto della volpe. Viene eseguito nelle balere con frequenza impressionante perché il ritmo è piacevole all’ascolto e lo si può ballare gradevolmente tanto in maniera elementare quanto con elaborazioni complesse. E’ l’abbecedario dei ballerini da sala,  la base che consente di trascorrere comunque una serata piacevole.

Per trascorrere una serata piacevole basta un po’ di musica e gli amici, e se non ci sono quelli basta la morosa.

Avere la morosa rende la vita amabile e movimentata, per quelli che non ce l’hanno cercarne una anche temporanea a ferragosto è più facile perché tutti hanno desiderio di allentare i freni inibitori.

Certi ballerini truffaldini che conosco sono sempre all’erta per vedere se durante un merengue a qualcuna saltino i freni inibitori. Invano.

Questo ferragosto lo passo tranquillo al mare, fra bagni di sole e di tirreno, mangio e dormo, una pacchia da terza età, ma mi manca il ballo. In compenso  ci sono le vespe che entrano dentro il costume e massacrano il sopraccoscio e fanno saltare come in una polka piemontese, fortunatamente la farmacia locale è ben fornita di pomatine al cortisone,

Tanti amici sono passati da qua, alla stazione di posta, hanno abbeverato i cavalli e lasciato frutta e verdura per alimentarci e tenerci in forma per l’inverno. Si prendono cura di noi e noi di loro, recano un bagaglio di affetto e premure e pettegolezzi estivi, risate e commozione e voglia di stare insieme.

Fa caldo ed è giusto così.

C’è un sacco di gente al mare, questione di una settimana, eppure questo è il momento migliore per stare in ufficio e in città, ma vaglielo a dire a chi non può muoversi da casa che lui si che è fortunato, mica noi che stiamo in vacanza !

Da domani l’estate praticamente finisce, è vero che ci sono ancora tanti giorni ufficialmente estivi, ma è sempre finita a ferragosto.

Si comincia a pensare al campionato di calcio, ai funghi e alle caldarroste, ai nuovi passi di ballo da imparare e a una buona zuppa di pane che Marcello preparerà per noi e che mangeremo tutti assieme, con gioia.

A me vanno bene tutte le stagioni, specialmente quelle dell’anima.

Anniversario

E così è passato un altro anno e adesso sono due gli anni di ballo ed in più anche un anno di blog patriebalere. Che giornata !!

Lasciatemi fare un piccolo bilancio, diciamo un bilancino.

Un anno di blog.

Ricordo che sono partito per il bisogno di sfogare l’arretrato che avevo dentro, la voglia di curiosare  e raccontare non è passata anzi è diventata una piacevole e gratificante abitudine quotidiana, non passa giorno in cui non mi occupi in qualche modo di questa passioncella, girando, parlando con gli altri, curiosando su internet o nelle sale da ballo, buttando giù appunti.

Ci sono stati 3.200 contatti sul blog, cioè per 3.200 volte qualcuno ha cliccato ed aperto la prima pagina di patrie balere,  che poi abbia letto qualcosa è tutto da dimostrare, con una media di più di otto volte al giorno.

Si è visto di meglio in giro ma mi accontento, cercherò di farmi conoscere di più.

Di sicuro ci sono un paio di lettori fedeli che conosco di persona, per pudore non conto mia moglie, e forse due o tre altri che saltuariamente visitano il blog, qualcuno ha commentato, pochi a dire il vero e questo mi spiace, e non so chi sono. Ci sono due commenti che appartengono a compagni di ballo ma non ho so chi siano, o se è una sola persona, è intrigante anche questo mistero dell’anonimato, sono (oppure è) persone che mi vogliono bene, e questo mi basta.

Si è parlato di noi, dei compari e di personaggi inventati, di balere reali e  immaginarie, di strampalata tecnica di ballo, di posta del cuore e di lezioni surreali, resoconti di avventure dei figli di focus e ritratti degli amici.

Narrare le vicissitudini dei ballerini mi ha appagato e divertito, altre storie sono già pronte, continuerò di certo anche per il prossimo anno e migliorerò.

Due anni di ballo

E sono pure due anni di ballo, e la mia passione è aumentata ed il mio impegno pure, trascinando la mia compagna in un tour de force di allenamenti e lezioni che la sfiancano, si sa lei lavora e io non ho un cacchio da fare tutto il giorno!

Non so cosa ci riserva il futuro e se questa  infatuazione ginnico artistica avrà un  seguito, per adesso me la sto godendo con intensità ed attendo con trepidazione i prossimi eventi, già questo mi sembra una piccola grande conquista.

Di certo veder gli altri ballare bene mi piace, mi stuzzica e mi ispira.

Ah se avessi trent’anni di meno, anche venti, va!, ma anche dieci non sarebbero da buttar via. A questo punto farò ciò che potrò anche se davanti alle mie aspirazioni ho un muro invalicabile di articolazioni rattrappite e di muscoli flaccidi.

Brrrrr !!!!

Non so se ci sarà un ulteriore terzo anno di ballo in crescita …… speriamo.

Ma siamo scivolati nel mieloso e invece vorrei chiudere questa celebrazione con una riflessione amara, “in cauda venenum” come si suol dire

In questi mesi si è verificato ciò che un anno fa appariva impossibile: i figli di focus sono implosi e hanno generato figli di vario genere, figli di questo, figli di quell’altro, figli di nessuno e figli di buone donne. Insomma si è respirata aria pesante di distinguo e di divisione con annessa una buona dose di rancori, malintesi, equivoci, trucchi e trabocchetti, tarallucci e trappoline.

Si sono affrontate versioni discordanti ed accanite, tesi, dossier e libri bianchi, ricorsi alla corte di giustizia dell’Aja, ad Amnesty International e al giudizio popolare.

Un gran casino di parlare e riparlare, impermalimenti e bronci: lui mi ha offeso, lei non mi parla, l’altro non mi merita, e lui chi si crede di essere, esigo delle scuse e così andando, di tutto un po’ e di tutto di più, con assembramenti e formazione di gruppi, sottogruppi e comitati, delegazioni, correnti e assemblee plenarie.

Peggio di un condominio iroso dove si discute su tutto.

Sarà mica che ci siamo conosciuti meglio è sta emergendo il nostro  lato peggiore ?
Questa cosa non mi è piaciuta e non mi piace.

Io tiro dritto, non ho schieramenti da difendere, vado dove mi invitano e, soprattutto, dove ho voglia di andare, senza obblighi di appartenenza o di squadra. Non porto nessuna bandiera, rivendico ed auspico per tutti autonomia di giudizio.

Voglio chiudere questa ricorrenza con un affettuoso invito a smorzare le tensioni e le punte di orgoglio. Probabilmente l’invito non verrà raccolto, ma, se non altro, prendiamoci meno sul serio nelle nostre cazzate quotidiane e rendiamo un poco di levità alla nostra vita considerando che di cose serie in giro ce ne sono già tante !

Buon Patriebalere a tutti.

Sere d’estate

Feste dell’arci, della mcl, delle acli, del santi patrono e matrona, della madonna, della croce verde, bianca, rossa, azzurra, della misericordia, del circolo, dell’estate, del partito, del rione, della contrada e del borgo, feste storiche ed allegoriche, di auspicio e di ringraziamento, feste sacre e feste profane.

La mia città è ricca di questi eventi: iniziano a giugno, ed è una attesa spasmodica dopo l’inverno, e finiscono a ottobre che non se può più.

Ogni borgo, quartiere, paese e condominio ha una sua festa, loro, i miei amici,  vanno a vederle tutte, e ad assaggiare tutte le frittelle e i necci e le frappole, le sgnaccole, le polpette, le criccole e i bigattini e i ventricini e i migliacci e i noferini e i nocentini e i lapislazzuli, tutti i deliziosi troiai tipici che le massaie e i gioviali cuochi di quel posto lì dove fanno la festa mettono allegramente sulle bancarelle come se fosse un gioco.

Per buttar giù tutto questo malloppo bevono in gran quantità acqua minerale, al massimo spuma bionda, perché sono sobri e risparmiosi,  tutto si potrà dire di loro, ma non che si ubriacano.

Ma più di tutti sono attratti dall’odore del fritto dei bomboloni

I bomboloni brontolano borbottando in padella: “mas fuego, mas calor, hombre !” gridano (i bomboloni sono di madrelingua spagnola). Vogliono friggere e odorar di zucchero e cannella, vogliono andar sul piatto a fare mostra di sé per qualche istante prima che una mano rapace gli afferri.

Breve vita quella del bombolone, ma ricca di soddisfazioni: il morbido impasto di dolce farina e burro, lo zucchero zuccheroso, le mani affettuose che amalgamano con fiducia, il calore dell’olio bollente, come un bagno di sole d’agosto e poi il refrigerio del mestolo forato, l’aria fresca della sera della festa e un’ultima pioggia di zucchero a velo.

Vita di passione dolce e dedizione al palato dei ballerini che sostano per uno spuntino tra una mazurca e un tango. Lui fa la fila alla cassa, lei aspetta fiduciosa al tavolo di plastica bianca e intanto discorre con le compagne guardando distrattamente la pista.

E’ come un pit stop, un rifornimento di carboidrati per ripartire con nuovo vigore, bisogna pure smaltire la bomba energetica e non aver rimorsi di stomaco a dribblare ernie iatali.

Loro, i miei compari, si fanno chilometri ogni sera annusando l’aria tiepida d’estate ad intercettare l’odore  dolciastro della friggitrice, poi si  fiondano in questi posti sperduti tra vivai e inceneritori e prendono disordinatamente posto.

Sconto comitiva per venti, trenta, quaranta, non si sa quanti sono i miei compagni;  occupano mezza festa da soli spostando a riunire tavoli e sedie, panche e sgabelli, poi, posati i golfini sulle spalliere, si lanciano in pista con frenesia per non  perder cacciata di ballo, che sia latino o romagnolo, e via, con la notte a disposizione.

Finisce che all’una del mattino l’orchestra smonta e i volontari della sagra, ci sono sempre volontari nelle sagre, rassettano e spazzano la pista, si spengono i riflettori, restano solo le lampadine volanti delle rificolone. E loro sono lì tranquilli, finalmente si sono seduti, hanno messo il golfino sulle spalle e iniziano una  nuova serata di chiacchiere ad alta voce per commentare il ballo di oggi e progettare quello di domani, perché domani, è ovvio, si ricomincia.

Sono le ferie, ferie forzate di ballerini randagi da una sagra all’altra, giornate d’estate trascorse nell’attesa della sera, del fresco, del fritto e del ballo e di ritrovare i volti conosciuti dei compagni: stessi gusti e stessi gesti.

La passione per il ballo è una scusa, quello che lega è il desiderio  di non stare da soli in casa, coppie intristite dall’età e dagli acciacchi che si infiammano per uno squarcio di giovinezza che, inatteso, riporta magicamente indietro il tempo delle emozioni.

Dicono: “cosa si fa domani sera?” e questa frase raccoglie la consapevolezza di non esser soli, l’entusiasmo di rivivere la frenesia e la libertà dei vent’anni, anche allora si diceva “cosa si fa domani ?” ed era un vero domani.

Oggi è solo oggi, stasera, questa festa, adesso! Domani è lontano, ed è quello che in fondo sanno tutti.

Sono teneri i miei compagni, vivono alla giornata come fosse una eternità, prendono la compagnia come una famiglia, credono ancora al futuro, sono gelosi l’uno dell’altro come ragazzi, stanno attenti ad ogni piccolo gesto di simpatia, a una parola in più o in meno, ad ogni sguardo, come non avessero già vissuto una vita intera spesso difficile.  Riassaporano l’ingenuità dei sentimenti e la fragilità emotiva degli adolescenti.

Ogni tanto mi associo, mi unisco alle loro serate randagie per feste e fiere,  mi lascio prendere e coinvolgere da questa tenera nostalgia fatta di amicizia, cameratismo e progetti irrealizzabili, per qualche momento dimentico gli anni e i guai.

Più tardi, molto più tardi, a letto,  quando spengo la luce, ripenso un poco alla festa, al ballo e ai bomboloni, poi, non so spiegare perché, sopraggiunge la malinconia.

Buon Natale

E’ il primo Natale di Patriebalere e voglio di fare un augurio a tutti:

auguri alla bella Miriam e a Marzio, gran signore e gran portamento, perché con le renne arrivi l’ispirazione sul giro spin

auguri alla simpatica Patrizia che è sempre stanca e a Massimo che non è mai stanco, a quando ci faranno capire qual’è il loro punto di incontro

auguri a Silvana con i piedini gonfi che non possono star fermi e al geloso Stefano che sembra guardi tutte le donne ma vede solo lei

auguri a Michela dagli occhi grandi, auguri a Marcello rifugio sicuro e caro amico

auguri alla sprizzante Monica e ad Andrea tutto preso dal lavoro, affinchè  trovino il tempo per un lungo tango appassionato

auguri a Manola e Adriano, sempre vivi e sempre attivi, di qui e di là, a smuovere umori e vitalizzare e rivitalizzare, tutti ballo e nipotini

auguri a Graziana e Roberto perchè babbo natale gli porti qualcosa che gli tenga sempre al calduccio testa e piedi

auguri ad Alessandra e a Luciano e che smetta di fare il burbero, tanto ormai lo sanno tutti che ha il cuore tenero

auguri a Franchina e Alfonso, quando usciranno dal rimessaggio e si faranno vedere

auguri alla dolce Grazia e al buon amico Vinicio, alle loro premure, alle loro garberie fuori moda eppur sempre di moda

auguri a Katia e Fabio che mi hanno messo in moto e mi insegnano a muovere i piedi a tempo, che il santo dei ballerini li protegga e li illumini

auguri a  Vittorio e a alla loro idea di terza età che mi piace dimolto

auguri a Annalisa e Carlo deliziosi compagni di giochi di carte e di sfiziosi buffet

auguri a santa Camilla e a Fabio con la speranza che mi procuri le gomme da neve prima dell’estate

auguri a Paola che ci ha portato a ballare la prima volta, auguri a Raffaele e al “piccolo” Iago (si raccomanda di non disturbare il can che dorme)

auguri alla dolce Silvia, di fragranza appena sfornata, e al prode Sauro sempre di ferro nonostante tutto

auguri a Francesca e Pippo sempre indaffarati sempre  illavorati, sempre imballati, eppur sempre disponibili

auguri ai miei amici di mare Tiziana e Maurizio e ai loro infiniti racconti di una vita di ballo e  ballerini

auguri a Teresa e a Sauro, agli arrosti, ai prosciutti e alla loro tavola imbandita,

auguri alla premurosa Enza e al premuroso e instancabile tuttofare Proto, con l’augurio che riesca a portare  tutti in Sardegna nel 2011

auguri alla tenace Franca, anima vitale della compagnia e a Valdo che cerca una vecchiaia che non si fa trovare, perché davvero non la trovi mai

auguri alla frizzante Gianna e a Loriano, e alla sua ernia alla quale siamo oramai tutti affezionati, sento già che ci mancherà un po’

auguri a Gabriella e Sabatino, alle battute e alle castagne, ai bomboloni e alle torte della nonna,

auguri alla signora Antonia e ai suoi compagni di ballo del sabato sera, quando ci sono, e mal che vada, ai balli di gruppo; auguri Giuseppe per le sere in cui la fa ballare

auguri ad Alba e a coloro che hanno avuto l’idea  di impiombarle le caviglie per stabilizzarla in pista

auguri all’infortunata Mariagrazia e a Daniele perché il nuovo anno porti loro gare e vittorie prestigiose, sempre se ne avranno voglia

auguri a Federica e Salvatore che con dispiacere quasi non incontro più, alle loro scelte, alle loro idee, al bar e alla Sicilia

auguri a Pina e a Piero che proprio non vedo più e che pure ci mancano, perché ogni tanto tornino da noi

auguri a Cristina sempre indaffarata e a Claudio sempre reperibile, alla loro naturale predisposizione per l’amicizia

e infine tanti auguri a Monica che sopporta le mie smanie da aspirante ballerino e con dedizione mi segue in questa dolce follia senile.

Auguri a tutti coloro che mi sono scordato di citare e auguri a Luciano del circolo di Candeglia, che sempre sarà la nostra casa. Auguri alle orchestre che ci accompagnano al sabato sera ed e infine, ma si, auguri anche alla scuola del Meoni, non fosse altro perché accoglie i nostri compagni, e a tutte le scuole di ballo, auguri alle balere, ai dancing, ai night, insomma auguri e lunga vita a tutti coloro che amano, apprezzano, capiscono il ballo ed il mondo affascinante, colorato e pazzerello che lo circonda.