{"id":2063,"date":"2019-12-08T10:08:20","date_gmt":"2019-12-08T10:08:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=2063"},"modified":"2019-12-08T10:12:49","modified_gmt":"2019-12-08T10:12:49","slug":"tre-umarell-14-el-quinto-dia-da-combarro-a-ribadumia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=2063","title":{"rendered":"Tre umarell&#8230; &#8211; 15\u00b0 El quinto dia: da Combarro a Ribadumia"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20190929_074434-1024x576.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2064\" data-link=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?attachment_id=2064\" class=\"wp-image-2064\" srcset=\"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20190929_074434-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20190929_074434-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20190929_074434-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">O il giorno del tradimento.<\/p>\n\n\n\n<p>O il giorno della libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i punti di vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ballerino di liscio apr\u00ec gli occhi\ncompletamente sveglio accanto al camminatore che dormiva e dava colpi di tosse.\nGuard\u00f2 l\u2019orologio: le sette. Fuori ancora buio pesto. Fece mentalmente un\nrapida ricognizione su ci\u00f2 che li aspettava quel giorno: sveglia, colazione e\npartenza verso il monastero di Armenteira sotto la pioggia. Ci sarebbero stati\ni soliti dubbi su dove dormire, la solita stanchezza, i racconti sulla\nforestale e le lamentele dei soldi perduti. Fatica, marcia, acqua \u2026. Pens\u00f2: \u201c<em>Perch\u00e9 non vado da solo ? adesso, senza rimorsi,\nincertezze o timori&nbsp; e poi si star\u00e0 a\nvedere ?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fu una ispirazione improvvisa, non ci aveva\npensato prima di allora, prima di aver aperto gli occhi quella mattina, ma non\nebbe dubbi sul da farsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2, si lav\u00f2, si vest\u00ec velocemente &nbsp;e se ne and\u00f2. Da solo sotto la pioggia libero\nnell\u2019animo e nella mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il camminatore che aveva intanto aperto un\nocchio e lo vedeva fare i preparativi gli chiese stupito \u201c<em>Oh che fai\u201d \u201cVado!<\/em> &nbsp;Rispose\nil ballerino \u201c<em>ma\u2026. E noi ?\u201d \u201cVoi venite\nquando avete voglia, magari ci incontriamo per strada. Ciao\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si conoscevano troppo bene e da troppo\ntempo&nbsp; perch\u00e9 il camminatore non capisse\nl\u2019esigenza dell\u2019amico e lasci\u00f2 che andasse senza fare altre storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ballerino di liscio ebbe un solo attimo di incertezza\nquando richiuse la porta dell\u2019albergo alle spalle, poi non ebbe pi\u00f9 alcuna\nesitazione. E and\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno inizi\u00f2 cos\u00ec, come nella fotografia\ndel titolo che il ballerino scatt\u00f2 col cellulare e che non venne nitida, ma che\nrendeva l\u2019idea dell\u2019atmosfera tremula sotto la pioggia leggera mentre risaliva le\ncolline sopra Combarro con le luci del paese che si offuscavano all\u2019orizzonte e\nil mare che era una chiazza nera nel buio del mattino.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po\u2019 che camminava venne lentamente\nl\u2019alba grigia fra foschia&nbsp; e pioggia e &nbsp;se la godette con commozione, adesso si vedeva\nmeglio, non c\u2019era pericolo di sbagliare il sentiero e si sentivano cantare i\ngalli galleghi. Camminava e pensava, camminava e &nbsp;pregava, camminava e cantava a voce alta,&nbsp; &nbsp;sereno, con una pace interiore che aveva\ncercato fino da quando avevano progettato quel viaggio un anno prima. Essere\ncon se stesso e basta, incontro alle piccole difficolt\u00e0 di un luogo\nsconosciuto, di una fastidiosa pioggia e della fatica del cammino, quello era\nci\u00f2 che aveva desiderato da tanto tempo, misurare le proprie forze da solo,\nsenza scherzi, marce, battute, risate o discussioni, decidere quando rallentare\no aumentare il passo, quando fermarsi , quando cambiare l\u2019impermeabile, come\naffrontare &nbsp;la salita, dove riposare, &nbsp;e poi trovare una meta per volta senza\nprogrammi che andassero oltre il prossimo villaggio o la prossima ora. Decise\nche sarebbe arrivato al monastero per la messa di mezzogiorno, ce l\u2019avrebbe\nfatta anche sotto la pioggia, ci sarebbe ben stata una messa a mezzogiorno\ndella domenica in un monastero sul Cammino di Santiago &nbsp;pens\u00f2, e se non ci fosse stata avrebbe fatto\nun\u2019altra cosa, avrebbe deciso sul momento quale. Senza chiedere&nbsp; ad alcuno, senza l\u2019approvazione o la\ncondivisione di nessuno. Pens\u00f2 che avrebbe potuto prendersi un pomeriggio di\nsosta e dormire al monastero se avessero avuto posto e non importava se gli altri\navevano fatto programmi diversi, lui si sarebbe fermato tutto il giorno e la\nnotte e al mattino successivo sarebbe ripartito da solo e avrebbe pensato solo l\u2019indomani\nquando andare, dove e quando fermarsi, dove mangiare e dove passare la notte e finire\ndove ne avesse avuto voglia o forza. Magari sarebbe stato lo stesso posto degli\naltri o forse no. Non era un problema del qui e di adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo pensava mentre saliva il sentiero e il fascino di questo pensiero\u00a0 stava nel fatto che era del tutto incondizionato, un\u2019idea che avrebbe potuto cambiare da un&#8217;ora all\u2019altra, da un imprevisto o da un istintivo desiderio improvviso cos\u00ec, senza spiegazione alcuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Non trov\u00f2 anima viva per tutta la strada,\nnessuno faceva quel tratto di cammino spirituale tanto decantato, ma che\nevidentemente non attirava i pellegrini,&nbsp;\nsolo un pickup con cani a bordo che alle prime luci del giorno lo\noltrepass\u00f2 lungo i tornanti in salita e po\u2019si fermo sul bordo di una tornante a\nfar correre i cani da caccia. Dovette cambiare protezione pi\u00f9 volte secondo\nl\u2019intensit\u00e0 della pioggia che non si interruppe mai: quando si attenuava\ntoglieva la mantellina e quando &nbsp;riprendeva di nuovo poneva lo zaino a terra e\ndi nuovo la indossava. Fatica si, ma bella fatica. Nessuna chiacchiera, tempo\nsolo per guardarsi intorno e riflettere su ogni cosa, senza distrazioni <\/p>\n\n\n\n<p>Male che vada gli altri li avrebbe ritrovati a\nSantiago il 2 ottobre &nbsp;pensava quando\nsarebbero entrati in Plaza del Obradoiro alla Cattedrale insieme e forse si sarebbero\nincrociati prima e avrebbero diviso il pasto o il letto, semplicemente non lo\nsapeva e non si poneva il problema. Era questa la libert\u00e0 che intendeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa determinazione lo port\u00f2 al monastero\nper le undici di mattina, fradicio di pioggia, ma ancora tonico. Non c\u2019era\nnessuno in chiesa e il monastero era chiuso, c\u2019era per\u00f2 un bar deserto dove si\nferm\u00f2 e fu bello arrivare da solo e dire \u201c<em>Buenos\ndias\u201d<\/em> al gestore. Un vero pellegrino che spunta dal sentiero nella mattina\ngrigia di una domenica e si toglie i vestiti bagnati e si scalda con una tazza\ndi caff\u00e8. Un grande senso di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una mattina fantastica, una di quelle esperienze\nche ci portiamo dietro tutta la vita, una normale domenica d\u2019autunno trasformata\nin un avventura solitaria e fredda col fascino &nbsp;dell\u2019incognita.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine qualcuna delle suore si fece viva e\naprirono il monastero e la chiesetta e lui prese la sua messa, poi indugi\u00f2 con\ni timbri e chiese un alloggio che naturalmente non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri pellegrini non se ne vedevano, solo un\ngiovane italiano che stava all\u2019ostello acciaccato a una gamba, costretto a\nstarsene in quel posto solitario per giorni e con il quale scambi\u00f2 qualche\nparola.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la messa gli venne voglia di vedere i\nsuoi compagni e li chiam\u00f2 al telefono per sapere dove fossero. Erano ancora\nindietro e arrivarono al monastero verso l\u2019una bagnati &nbsp;fradici, &nbsp;incavolati come pigne, nervosi per l\u2019abbandono,\nil tempo e la fatica.. Lui fu felice di &nbsp;ritrovarli, ma era impossibile che chiedesse\nscusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pens\u00f2 invece che la sua mattina di libert\u00e0 era\nstata cos\u00ec appagante che per quel giorno non c\u2019era bisogno di&nbsp; altra solitudine e sarebbe rimasto con gli atri\nfino all\u2019indomani. Aveva nuovamente cambiato i suoi programmi e ne era proprio\nsoddisfatto<\/p>\n\n\n\n<p>Ricongiunto finalmente il gruppo davanti a un\npranzetto poco spagnolo e molto cotolettesco alla milanese i nostri umarelli si\ntrovavano davanti ad un grande dilemma:<\/p>\n\n\n\n<p>non era previsto che il diluvio diminuisse per\ntutto il pomeriggio e loro erano chiusi nel bar accanto al monastero di\nArmenteira con due sole alternative:&nbsp; trovare\nrifugio nell\u2019ostello &nbsp;locale e\ntrascorrere pomeriggio e sera al bar a grattarsi i maroni oppure\u2026\u2026&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2026\u2026oppure &nbsp;telefonare alla signora Luisa della locanda\nche gli altri due avevano contattato gi\u00e0 al mattino e farsi mandare una\nmacchina che li portasse gi\u00f9, fino da lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significava sporcare in qualche modo il\nloro pellegrinaggio? si chiesero meditabondi. Rifletterono ognuno per proprio\nconto per un minuto scarso, poi all\u2019unisono &nbsp;dissero:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC<em>hiamiamo\nsubito la signora Luisa che ci mandi una macchina e leviamoci da questo bar.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCi\npenso io a telefonare\u201d<\/em> disse il ballerino che ormai padroneggiava\nbenissimo lo spagnolo, agli altri non parve il vero.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPronto\n?!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSi\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cEs la\nsenora&nbsp; Luisa ?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSi\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIo\nson \u2026., nos somos &#8230;. quelli \u2026.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cEntiendo,\nustedes son los peregrinos del hotel \u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh !\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMando\nun auto para que te recoja\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh !\n\u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDonde\nestas ? \u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cArmenteira\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMuy\nbien, llega en diez minutos\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh !\n\u201c<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAdios\ndespues\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAh !\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri osservavano con ammirazione questa\npadronanza di linguaggio anche perch\u00e9 il ballerino si era un poco appartato e\nfaceva grandi cenni col capo come ad aver capito tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Avete\nvisto che ci vuole per intendersi all\u2019estero ? ci sono proprio portato per le\nlingue\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rimasero un po\u2019 delusi dal monastero di\nArmenteira, tanta pubblicit\u00e0 spirituale e queste suore manco si facevano\nvedere, forse perch\u00e9 erano di clausura, ma insomma sarebbe stato meglio\nprenotare su Booking.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo dieci minuti si presenta il carro con un\ntizio a bordo che sotto la pioggia fa grandi cenni,&nbsp; \u201c<em>Luisa,\nLuisa<\/em>\u201d grida, lui non era certo la Luisa, ma i nostri salirono lo stesso &nbsp;bagnati m\u00e8zzi e sarebbero saliti anche su un\ncarro funebre (coche f\u00fanebre) pur di levarsi da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il tragitto, erano solo otto chilometri\na dire il vero, il camminatore bagnato che sedeva davanti non si limit\u00f2 a stare\nzitto, come sarebbe stato opportuno, &nbsp;ma\ncominci\u00f2 a fare commenti inutili sul tempo, sulla strada &nbsp;e sul paesaggio <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQui\npioggia, noi bagnatos, comprende ?&nbsp; Domanos\nnos pellegrinos andar al mar, si no piove andar a Santiago ok. Noi veniamo da\nFlorenz\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\n \n \n \nE lui rispondeva qualcosa in gallego, fu una conversazione ilare, i\ndue seduti di&nbsp; dietro si sbellicavano dal\nridere e incoraggiavano il camminatore \u201c<em>Dai\nchiedi ancora, dici un\u2019altra volta domanos che ci piace tanto\u201d<\/em> e lui per\nfarli divertire proseguiva con i discorsi strampalati, <em>\u201cVeri gud&nbsp; questo posto, naturas,\nboschi&nbsp; e domanos (l\u2019aveva ridetto\napposta) noi go a Santiago. Speriam che nom rain, no piove tumorro.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente arrivarono a Ribadumia all\u2019Hostal\nSanta Baia. Questa signora Luisa aveva modi dolci e viso dai bei lineamenti, &nbsp;un po\u2019 traccagnotta e col culo largo, in breve\nancora passabile per i loro gusti. Li accolse molto volentieri nel suo\nalberghetto anche perch\u00e9 erano gli unici clienti, forse degli ultimi mesi, e\nassegn\u00f2 loro le camere numero 1 e numero 2, non si sa di quante camere\ndisponesse il posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto del pomeriggio &nbsp;trascorse nel riposo anche perch\u00e9 pioveva e non\nc\u2019era letteralmente un tubo da fare e la locanda era ai margini di tutto.&nbsp; Per\u00f2 stettero bene. La Luisa riusc\u00ec anche a\nprenotare per loro un\u2019imbarcazione da Villanova per il giorno successivo e fece\nvedere la conferma &nbsp;al ballerino che le\navevano detto che capiva benissimo la lingua e intanto mentre lei spiegava per\nfilo e per segno con una affascinante voce spagnoleggiante lui la guardava\nfisso come se comprendesse e intanto guardava e riguardava e non sapeva ancora decidere\nse la tipa fosse passabile o no.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera cenarono in un vicino baretto serviti da\nuna cameriera gentile che voleva tanto andare a Firenze, perch\u00e9 naturalmente quei\ndue avevano detto che venivano da Firenze. Si dette un gran daffare per\npreparare una cenetta a base di &nbsp;uova affrittellate\ncon bacon e callos di ceci e birre generose. <\/p>\n\n\n\n<p>Il clima era disteso, alla tivvu c\u2019era un\npartita di calcio che nessuno guardava perch\u00e9 in Spagna in ogni luogo c\u2019\u00e8\nsempre una tivvu con dentro una partita di calcio a tutte le ore del giorno e\ndella notte e&nbsp; tutti guardano\ndistrattamente il calcio anche quello&nbsp;\ndelle squadre di cui non frega niente a nessuno come Osasuna o\nValladolid o Levante o Sounasegaio tanto per avere il sottofondo di grida da\nstadio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una gran bella giornata anche quella, piena\ndi cose da raccontare e da ripensare al caldo del lettuccio. Dormirono bene\nquella notte perch\u00e9 avevano scampato il diluvio universale e l\u2019uomo della\nLuisa, sar\u00e0 stato il marito o l\u2019amante?, li aveva salvati proprio come fece No\u00e8\ncon le bestie con la differenza che loro non erano una coppia di animali ma tre\numarelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 bisognava bere meno birrini.<\/p>\n\n\n\n<p><em>continua &#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>O il giorno del tradimento. O il giorno della libert\u00e0. Secondo i punti di vista. Il ballerino di liscio apr\u00ec gli occhi completamente sveglio accanto al camminatore che dormiva e dava colpi di tosse. Guard\u00f2 l\u2019orologio: le sette. Fuori ancora buio pesto. 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