{"id":2048,"date":"2019-11-24T11:00:05","date_gmt":"2019-11-24T11:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=2048"},"modified":"2019-11-24T11:10:28","modified_gmt":"2019-11-24T11:10:28","slug":"tre-umarell-13-el-cuarto-dia-da-arcade-a-combarro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=2048","title":{"rendered":"Tre umarell&#8230; 13 &#8211; El cuarto dia: da Arcade a Combarro"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"688\" height=\"965\" src=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG-20191012-WA0000.jpg\" alt=\"\" data-id=\"2049\" data-link=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?attachment_id=2049\" class=\"wp-image-2049\" srcset=\"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG-20191012-WA0000.jpg 688w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG-20191012-WA0000-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 688px) 100vw, 688px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Nella bella cittadina di Arcade, localit\u00e0\nfamosa per le ostriche e i frutti di mare, &nbsp;molti bar e ristoranti servivano &nbsp;queste specialit\u00e0, ma i nostri erano troppo\ncupi e stanchi per andare oltre la soglia della squallida locanda dove avevano\npassato cena e notte &nbsp;e queste specialit\u00e0\nse le erano perse. Per informazione Arcade si trova nella parte interna della\nRia di Vigo, un estuario che forma un lungo fiordo, il cui fondale \u00e8 tutt&#8217;altro\nche profondo e il fenomeno delle maree qui \u00e8 particolarmente visibile. I nostri\numarelli di buon mattino partirono rinfrancati da un sole caldo che dava una\nluce diversa al paesaggio e attraversarono il bel ponte di pietra sull\u2019estuario\nammirando la bassa marea e le barche in secca consapevoli di aver sprecato &nbsp;il bello del soggiorno a Arcade, ma quello era\nil ruolino di marcia che si erano imposti e non si potevano permettere\ndistrazioni. In effetti tutta la giornata fu un po\u2019 di corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminarono di&nbsp;\nbuonumore tutta la mattina incontrando molti pellegrini di ogni razza ed\net\u00e0 e scambiandosi affaticati \u201c<em>Buen\ncamino<\/em>\u201d a tutto spiano. Il camminatore assiduo quando poteva attaccava\ndiscorso con quelli che affiancavano con stralci di dotto inglese accademico\nmisto a dialetti locali \u201c<em>Ola, noi ar\ngoing to Santiago e voi ? Noi somos de Firenze Italy , conosc\u00e8 &nbsp;Firenz<\/em> ?\u201d e il ballerino mugugnava perch\u00e9\ndiceva che erano di &nbsp;Firenze. \u201c<em>Dite di Pistoia piuttosto, che anche se non\nla conoscono \u00e8 lo stesso, non vergognatevi delle origini e poi a me i\nfiorentini mi stanno sui coglioni perch\u00e9 ci ho lavorato sette anni e ho dovuto\ncombattere con tutti perch\u00e9 sono gobbo e loro violacei\u201d.<\/em> E il vecchio\nforestale diceva a tutti che nella sua &nbsp;carriera di forestale aveva frequentato\nprefetti, assessori, sottosegretari e messi comunali di tutte le citt\u00e0\nd\u2019Italia,&nbsp; ma naturalmente lo diceva in\nitaliano e nessuno lo capiva a parte i due omarelli che non ne potevano pi\u00f9\ndelle storie della forestale e tutto il resto. E poi ognuno doveva pensare a\nmettere un passo dopo l\u2019altro che era la cosa fondamentale di quella camminata\nse volevano arrivare in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>A un&nbsp;\ncerto punto &nbsp;scorsero su un prato un\ngruppetto di bovini e dopo un paio di chilometri un cavallo e anche alcune pecore\nsparse&nbsp; e si dissero che l\u2019azienda di\nsoggiorno della Galizia li doveva aver piazzati lungo il percorso per far\nvedere quanto fosse bucolica la zona perch\u00e9 furono i soli animali che videro &nbsp;in tutto il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, grazie a una deviazione che il vecchio\nforestale non gradiva perch\u00e9 pi\u00f9 lunga del percorso stradale, attraversarono un\nbel bosco che seguiva il letto del fiume Tomeza e qui si imbatterono in un\nragazzetto di una decina di anni che correva lieto sul sentiero da solo e al\nballerino vennero in mente le favole terribili di Cappuccetto Rosso e di\nPollicino&nbsp; e pens\u00f2 che ci voleva una\nbella incoscienza&nbsp; a mandare un\nbambinetto a correre nel bosco da solo perch\u00e9 i lupi e gli orchi esistono\ndavvero e sono pi\u00f9 feroci di quelli raccontati nelle favole dove &nbsp;poi vengono sempre sacrificati per il lieto\nfine. Nel&nbsp; mondo reale spesso non c\u2019\u00e8 il\nlieto fine e quello doveva essere un paese particolarmente felice o\nparticolarmente distratto&nbsp; se un bambino se\nne andava da solo nel bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati a un ponticino sul fiume si sedettero\na bere le bibite gassate che avevano con s\u00e9 e a chiacchierare con un gruppo di\nmatrone tedesche, o forse inglesi o australiane non si capiva bene, tutte\nsovrappeso e rosse in viso coi culi afflosciati sul parapetto del ponte. Anche\na loro dissero che erano di Firenze e le altre risposero <em>\u201cWonderful Florence!<\/em> \u201c E loro risposero \u201c<em>Eh si !<\/em> e il discorso mor\u00ec l\u00ec e il ballerino ripet\u00e9 per la\ncentesima volta <em>\u201cMa perch\u00e9 dite che si\nviene da Firenze, porca miseria !\u201d.<\/em> &nbsp;Le\nmatrone stettero ancora flosce a rimirarsi i piedi e i nostri umarelli\nripresero con solerzia il cammino per arrivare a Pontevedra.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui giunti trovarono l\u2019ostello &nbsp;principale che pullulava di pellegrini di ogni\nnatura, sesso e religione che facevano tanto folclore pellegrinesco e si\nscambiavano abbracci e baci e saluti gioiosi di circostanza e scapparono subito\nda quella folla variopinta e sudaticcia per andare a cercare l\u2019Ufficio\nTuristico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio forestale guidava il manipolo perch\u00e9\nvoleva sapere dove avrebbero dormito sulla variante spirituale perch\u00e9 va bene\nla spiritualit\u00e0, ma un buon&nbsp; letto e una\nsana doccia venivano pari pari con lo spirito di cui sopra e una variante senza\nletti pi\u00f9 che spirituale sarebbe stata una cazzata enorme. <\/p>\n\n\n\n<p>La questione era cos\u00ec importante che sentiva\nla necessit\u00e0 di domandarlo a chiunque avesse la sventura di poter apparire\nedotto sul fatto del dormire, che fosse il barista dell\u2019ostello &nbsp;o un vigile urbano o il sindaco &nbsp;di Pontevedra che incocciarono per caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sindaco, al quale avevano chiesto\u00a0 una semplice informazione fermandolo per strada, era proprio un bel tipo di  nome <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=firefox-b-d&amp;sxsrf=ACYBGNTq0vJYM0oCgL231GqKxNP35UCwwQ:1570886824800&amp;q=pontevedra+miguel+anxo+fern%C3%A1ndez+lores&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAONgVuLVT9c3NEzPtqjMMcoxf8TozS3w8sc9YSmnSWtOXmO04eIKzsgvd80rySypFNLjYoOyVLgEpVB1ajBI8XOhCvEsYlUvyM8rSS1LTSlKVMjNTC9NzVFIzKvIV0hLLco7vDAvJbVKISe_KLUYAIcEtHeJAAAA\">Miguel Anxo Fern\u00e1ndez Lores.<\/a>\u00a0Fu gentilissimo con i nostri umarelli che\u00a0 accompagn\u00f2 personalmente all\u2019ufficio turistico. Per la strada si disvel\u00f2 e disse \u201c<em>Lo sapete \u00a0con chi state parlando ?<\/em>\u201d \u00a0e uno degli umarelli disse <em>\u201ccertochenn\u00f2 !<\/em> \u201c che in spagnolo si dice \u201c<em>No<\/em>\u201d e il sindaco disse \u201c<em>Io sono Miguel Fernandez il sindaco di Pontevedra !<\/em> \u201c che in spagnolo si dice Alcalde de Pontevedra. Alla quale notizia i nostri umarelli si umarellarono immediatamente e uno cominci\u00f2 a chiedergli che ne pensasse di Renzi, uno disse che la citt\u00e0 era bellissima e se fosse di destra o di sinistra, l\u2019altro gli chiese se ci fosse posto da dormire lungo il cammino spirituale e tutti si vollero fare una foto a braccetto coll\u2019alcalde di quella bellissima citt\u00e0 per poterlo raccontare ai parenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Miguel, ormai erano in confidenza avendo percorso pi\u00f9 di cento metri insieme, stava andando a celebrare un matrimonio che in spagnolo si dice matrimonio e disse che governava (gobern\u00f2) quella citt\u00e0 (ciudad) da pi\u00f9 di venti anni (m\u00e1s de veinte a\u00f1os) e non aveva intenzione di smettere (detener) perch\u00e9 il suo lavoro era molto bello e aveva ottenuto numerosi riconoscimenti mondiali (mundial), ma lo diceva senza vantarsi troppo, poi disse anche che non sapeva chi fosse quel Renzi (Renzi) e che no, non sapeva nulla di dove dormire sul cammino spirituale e se ne and\u00f2 dalla sposa (novia). Non \u00e8 che capirono proprio tutto, ma il succo era questo e alla fine di tutto un omarello disse impressionato <em>\u201c aoh, il sindaco &#8230;..\u2019sticazzi !\u201d<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>Si compiacquero della citt\u00e0 di Pontevedra che era&nbsp; bellissima, piena di piazze affollate da &nbsp;miliardi di persone che gremivano sorridenti i caff\u00e8 e i ristorantini bevendo calici di ambrosia e sussurrando &nbsp;tenere&nbsp; frasi d\u2019amore alle ragazze dentro magnifiche aree pedonali ornate di monumenti equestri e di fiori coi terrazzi ornati di ghirlande variopinte, e gli stornellatori&nbsp; cantavano gioiose melodie sotto il sole ridente e le donne erano tutte giovani e belle e i maschi sembravano snelli toreri in maglietta e gli anziani venivano nutriti a gerovital. E i bambini poi..\u2026che meraviglia. I &nbsp;bambini giravano in bicicletta liberi e i colombi cacavano girandole gialle indisturbati sui balconi imbandierati a festa mentre gli aerei della pattuglia acrobatica sfrecciavano nel cielo terso facendo impennare gli aquiloni dei ragazzini che correvano coi padri affettuosi e il profumo di sangria si effondeva nell\u2019aere e tutti erano ebbri di felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma forse era un tantino esagerato, ma la citt\u00e0 era davvero a misura di uomo e&nbsp; si chiesero se i Pontevedrini non avessero un cazzo da fare per esser tutti l\u00ec a godersela e che avrebbero dovuto trasferirsi&nbsp; anche loro a Pontevedra, tanto pi\u00f9 che erano in confidenza col sindaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Andarono all\u2019Ufficio del Turismo che li dirott\u00f2 a un altro punto di informazione perch\u00e9 a Pontevedra con tutto quel benessere c\u2019erano molteplici uffici che si occupavano di queste cose (e te credo !) ma non ottennero alcuna certezza sui posti dove dormire nei giorni a venire.<\/p>\n\n\n\n<p>Per prendere una decisione che di fatto era gi\u00e0 stata presa si rifugiarono in un ristorantino lungo la strada, non prima di&nbsp; una accanita discussione sul fatto&nbsp; se convenisse prendere un tavolo al sole o all\u2019ombra che sembrava una questione di vita o di morte. Poi scoprirono che la cameriera carina non capiva&nbsp; un granch\u00e9 del loro slang misto perche non seppe indicare il bagno che loro chiamavano correttamente bagno, gabinetto, latrina, toilette, wc invece che \u201caseo\u201d come c\u2019era effettivamente scritto sulla porta. Per ordinare dovettero indicare a gesti il piatto che stava divorando un altro cliente perch\u00e9 il men\u00f9 era incomprensibile&nbsp; e la medesima cameriera pure. Il piatto era una zangola di magnifico <em>callos<\/em> con ceci e maiale in brodo che divorarono accompagnato da Estrella e naturalmente acqua gasata a mille ampere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u00ec che la decisione si materializz\u00f2 fra qualche residua protesta e qualche dubbio: avrebbero proseguito per la variante spiritual subito dopo pranzo, lasciando perdere le magnificenze di Pontevedra e confidando nella provvidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto il pieno di gas nello stomaco si rimisero in cammino e dettero un addio malinconico alla citt\u00e0 attraversando i suoi magnifici ponti, poi il vecchio forestale, che aveva ancora ruggini da smaltire col mondo, assunse autoritario il comando delle operazioni e decise quale strada prendere e anzich\u00e9 percorrere il sentiero del cammino di Santiago, inforc\u00f2 deciso la strada statale verso la prossima meta, proprio come se fossero stati in auto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che segu\u00ec fu un coacervo di situazioni strane e premonitrici: fecero diversi chilometri sulla strada fra il caos delle macchine e le curve tortuose seguendo le indicazioni dei cartelli stradali comprese le rotatorie che percorsero diligentemente in mezzo al traffico mantenendo la corsia di destra. Intanto il ballerino di liscio lentamente si staccava dagli altri due, assumendo un atteggiamento rilassato e introspettivo e &nbsp;iniziando a impersonare la parte del cavaliere solitario alla Clint Estwood. &nbsp;La cosa non garb\u00f2 agli atri, ma lui incurante si fece tutta la strada da solo fino a Combarro, dove arriv\u00f2 con &nbsp;una mezz\u2019oretta di ritardo. L\u2019ingresso in paese non fu trionfale, ma fu fatto all\u2019unisono come da copione perch\u00e9 gli altri lo aspettavano ingerendo limonata frizzante e si incantarono ad ammirare l\u2019alta marea che copriva il sentiero. Si fermarono a chiedere informazioni in lingua spagnola, o quello che era, sulle camere all\u2019albergo Xeito lungo la strada principale e fu un buona intuizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il portiere dello Xeito &nbsp;faceva il finto tonto ma era un tipo sveglio che cap\u00ec subito il problema che affliggeva i tre&nbsp; umarelli&nbsp; e&nbsp; lo risolse indicando un altro alberghetto disponibile giusto una ventina di chilometri dopo, cosa&nbsp; che avrebbe risolto i dubbi di letto, anzi fece di pi\u00f9 chiam\u00f2 subito la signora Luisa del suddetto alberghetto e la preallert\u00f2 che forse l\u2019indomani avrebbe avuto visite pellegrinesche e di tenersi pronta. Poi trattarono sul prezzo delle camere e il portiere incass\u00f2 il tutto al nero e agli omarelli venne una botta di nostalgia perch\u00e9 sembrava di essere in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa rese l\u2019atmosfera pi\u00f9 tranquilla, e ce ne era bisogno, e i tre dopo doccia, unzione dei piedi e cambio di indumenti si ritrovarono per la cena. Il ballerino di liscio per l\u2019occasione indoss\u00f2 calzini corti grigiastri e sandali che stava una meraviglia, mand\u00f2 anche una foto dei piedi alla moglie entusiasta che sicuramente pens\u00f2 <em>\u201cma come l\u2019\u00e8 bel il mio umarell !\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">&nbsp;<\/pre>\n\n\n\n<p>Il paesetto di Combarro nel suo lungomare caratteristico si rivel\u00f2 una gradevole sorpresa: pieno zeppo di bancarelle, negozi di souvenir e localini di pesce con una fiumana di turisti che arrivavano in pulman e giravano, chiacchieravano e compravano&nbsp; cappellini, targhette, collane e gelati. Quasi non si transitava dalle strette stradine dal pieno che c\u2019era e il mare nel frattempo &nbsp;abbassava la superficie rivelando il fondale pieno di detriti marini e animaletti commestibili. Bello ! <\/p>\n\n\n\n<p>Apprezzarono molto l\u2019atmosfera e si fecero foto sorridenti, le asperit\u00e0 della giornata erano sparite come la fatica e stettero bene.<\/p>\n\n\n\n<p>La cenetta sul mare fu a base di pesce fritto e pulpo alla gallega con patatas che in italiano si &nbsp;dice polpo alla gallega con patate e si fa anche da noi, ma questo \u00e8 molto pi\u00f9 buono perch\u00e9 qui siamo in Galizia e ci mettono anche la paprika e la bassa marea.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una giornata lunga e faticosa, piena di&nbsp; cose da ricordare e quando andarono a letto erano pieni di buoni propositi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>continua &#8230;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella bella cittadina di Arcade, localit\u00e0 famosa per le ostriche e i frutti di mare, &nbsp;molti bar e ristoranti servivano &nbsp;queste specialit\u00e0, ma i nostri erano troppo cupi e stanchi per andare oltre la soglia della squallida locanda dove avevano passato cena e notte &nbsp;e queste specialit\u00e0 se le erano perse. 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