{"id":1924,"date":"2019-09-08T11:55:39","date_gmt":"2019-09-08T11:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=1924"},"modified":"2019-09-15T17:39:24","modified_gmt":"2019-09-15T17:39:24","slug":"umarell-3-come-nacque-lidea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=1924","title":{"rendered":"Tre umarell &#8230; &#8211; 3\u00b0 Come nacque l\u2019idea"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Montecarelli-2018-1-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" data-id=\"1938\" data-link=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?attachment_id=1938\" class=\"wp-image-1938\" srcset=\"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Montecarelli-2018-1-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Montecarelli-2018-1-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Montecarelli-2018-1-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Montecarelli-2018-1-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Quella volta si era in autunno e&nbsp; si parlava soprattutto di funghi e di chi ce\nl\u2019ha ancora duro quando a un certo punto quello che ballava il liscio la butt\u00f2\nl\u00e0: <em>\u201cAndiamo a Santiago !<\/em> \u201c tanto per\nvantarsi che lui c\u2019era gi\u00e0 stato vent\u2019anni prima, sicuro che nessuno sarebbe\nstato disponibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno &nbsp;rise, e fu gi\u00e0 una sorpresa. Vi fu una lunga\npausa e un lento tentennamento di testoline meditabonde: qualcuno rimase con l\u2019involtino\ninfilato nella forchetta sospesa a mezz\u2019aria, la bocca semiaperta e il riflesso\nimmobile, altri bevvero un bicchiere di vino in silenzio, una ruga sulla\nfronte, uno giochicchi\u00f2 col tovagliolo, tutti pensarono&nbsp; a quando erano giovani, ai viaggi con\nmacchine scassate, &nbsp;senza meta e con due\nlire in tasca, alle tenere notti all\u2019aria aperta e a luoghi lontani che non\nfacevano paura. Tutti vissero un fuggevole attimo di malinconia. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi nel giro di pochi minuti l\u2019incantesimo\nsvan\u00ec e ritornarono alla realt\u00e0: tempi finiti per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra un boccone e l\u2019altro riacquistarono l\u2019uso della favella con frasi sconnesse, senza sbilanciarsi, snocciolando ragionevoli considerazioni sull\u2019et\u00e0, &nbsp;la prostata, le gambe molli ed i bisogni corporali fuori controllo,&nbsp; ma il tarlo si era insinuato nelle menti senili e ognuno in silenzio faceva i conti con se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si parl\u00f2 un poco dell\u2019amministrazione\ncomunale che dopo settanta anni era passata alla destra un po\u2019 per colpa di\ntutti loro, ma soprattutto degli altri. Discorsi da umarell, insomma, perch\u00e9 alla\nfine la colpa \u00e8 sempre degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine del pasto quando furono ai saluti e\nsi dettero appuntamento a inverno finito, quello sicuro di se rilanci\u00f2 <em>\u201cE allora ? Si va o non si va ?\u201d<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>E fu proprio l\u00ec, nel parcheggio della\ntrattoria della Cugna, dove peraltro non si era mangiato un granch\u00e9 bene, che &nbsp;alla prima scrollata ne rimasero soltanto tre\ndisponibili per andare a Santiago, dove per Santiago si intende quello di\nCompostela e non&nbsp; quello del Cile. <\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che dei sei umarell originali ne\nrimasero in ballo soltanto tre.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 l\u2019 inverno e poi, guarda un po\u2019, anche quella volta venne la primavera e i nostri umarell erano sopravvissuti a tutto questo, ma nulla si era ancora mosso. Cos\u00ec lo sborone che aveva buttato l\u00e0 l\u2019idea si dilett\u00f2 a fare un bel programmino dettagliato di una dozzina di giorni di cammino con orari, tappe e chilometri, lo mise nero su bianco tanto per far capire le difficolt\u00e0 e &nbsp;quando si incontrarono di nuovo&nbsp; lo mostr\u00f2 a tutti &nbsp;sicuro che nel frattempo si fossero smontati anche gli irriducibili e con una scusa si sarebbero scrollati l\u2019impegno di dosso. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma non and\u00f2 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 invece che gli altri due umarell da molti\nanni covavano segretamente quel desiderio di andare a Santiago e non avevano\nmai trovato l\u2019occasione o la giusta compagnia per farlo come volevano loro: a\npiedi. Ed ecco che &nbsp;quella insperata\noccasione era capitata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo dei due era il camminatore ecologico, uno che aveva fatto delle escursioni una ragione di vita. Uno che visse due volte: nella prima vita si spos\u00f2,  costru\u00ec una casa in collina, ebbe due gemelli e fece il grullo per un bel po\u2019 fondamentalmente perch\u00e9 era infelice. Per lavoro girava la provincia guidando autobus pubblici sulla linea Crespole \u2013 Lanciole, per &nbsp;Calamecca si cambia, un chilometro dopo l\u2019altro suonando il clacson a ogni curva \u201c <em>poopiipoopii poopiipoopii<\/em> \u201c e lentamente, anno dopo anno, deperiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda vita lasci\u00f2 la moglie e la casa in collina, cambi\u00f2&nbsp; citt\u00e0, si fece una fidanzata nuova, chiuse con il lavoro di autista e si ricicl\u00f2 nella sua passione infantile: camminare.<\/p>\n\n\n\n<p>Principi\u00f2 quindi a girare mezzo mondo avanti e\nindietro sempre a piedi accompagnando ragazzi, ragionieri obesi e vecchietti su\nsentieri e crinali, dormendo in tenda e nei rifugi finalmente a contatto con la\nnatura e godendosi la compagnia del cane: era la vita che aveva sempre\ndesiderato. <\/p>\n\n\n\n<p>Adesso era felice, ma non era mai riuscito a\ninfilare nei percorsi suoi e degli altri il cammino di Santiago.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro era un vecchio forestale, esperto di abeti rossi e di piste da sci, montanaro di cultura e adozione con la passione sfrenata di spengere incendi e con una intuizione geniale su questa attitudine si era creato una rimarchevole reputazione. Anche lui aveva girato il mondo per&nbsp; monti e vallate spengendo fuochi qui e sciando di l\u00e0, arrivando fino all\u2019estreme propaggini del Cile, visitando la Santiago sbagliata, elargendo consulenze in giro per i boschi d\u2019Italia. felice di come la gente ne riconoscesse le qualit\u00e0, destreggiandosi fra figli, nipoti e uno strampalato e mutevole &nbsp;tifo calcistico, facendo molte cose interessanti meno una: anche lui non era mai riuscito a trovare qualcuno che andasse con lui a Santiago, quella vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec tutti e due avevano colto al balzo la palla buttata l\u00e0 in trattoria e si erano fermamente convinti che ora o mai pi\u00f9. Era il mese di marzo e&nbsp; la faccenda aveva preso una piega decisamente seria e fu cos\u00ec che il ballerino di liscio si ritrov\u00f2 invischiato nella sua stessa spacconata e non si pot\u00e9 pi\u00f9 tirare indietro neppure lui.<\/p>\n\n\n\n<p><em>continua &#8230;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella volta si era in autunno e&nbsp; si parlava soprattutto di funghi e di chi ce l\u2019ha ancora duro quando a un certo punto quello che ballava il liscio la butt\u00f2 l\u00e0: \u201cAndiamo a Santiago ! \u201c tanto per vantarsi che lui c\u2019era gi\u00e0 stato vent\u2019anni prima, sicuro che nessuno sarebbe stato disponibile. 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