{"id":1878,"date":"2019-08-25T10:33:18","date_gmt":"2019-08-25T10:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=1878"},"modified":"2019-08-27T10:21:44","modified_gmt":"2019-08-27T10:21:44","slug":"tre-umarell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=1878","title":{"rendered":"Tre umarell\u2026"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"320\" height=\"158\" src=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Umarell-1-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"1884\" data-link=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?attachment_id=1884\" class=\"wp-image-1884\" srcset=\"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Umarell-1-1.jpg 320w, https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Umarell-1-1-300x148.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Tre umarell andarono a Santiago e tre umarell se ne stettero a casa: il primo disse che aveva male ai piedi e non poteva camminare, ma solo andare in bicicletta per fare sui 140 chilometri al giorno. Il secondo ebbe un infarto asintomatico mentre tentava di scalare una montagna non innevata e fu portato in elicottero all\u2019ospedale dove gli dissero: <em>\u201cSignore mio, questi son&nbsp; segnali ! Stia attento a non&nbsp; fare sforzi e soprattutto non si strapazzi\u201d, <\/em>e questa fu senza dubbio la scusa migliore,&nbsp; il terzo, che era l\u2019unico biondo, non aveva ferie in quel periodo sebbene fosse in pensione da otto anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma andiamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Anni 70: c\u2019era un bel gruppetto di ragazzi sfigati\nallevati nella casa del popolo che &nbsp;si frequentavano\ne si divertivano con leggerezza, ma ogni tanto sapevano essere anche seri. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevano vent\u2019anni, vivevano insieme la giovinezza, le lotte \u201csi-fa-per-dire\u201d di classe e i primi amori quando a un certo punto, come sempre accade, scomparvero i brufoli e scoppi\u00f2 &nbsp;la maturit\u00e0 e con essa una infinita sequenza&nbsp; di&nbsp; novit\u00e0 serie e inopportune come &nbsp;fidanzate che poi si trasformavano in mogli che poi si trasformavano in madri, relative famiglie che crescevano, pensieri, case da comprare, mutui &nbsp;e conseguente necessit\u00e0 di lavorare a testa bassa senza tanti grilli per il capo.. <\/p>\n\n\n\n<p>Sommersi da quella valanga di responsabilit\u00e0 accadde\ncos\u00ec che senza neppure accorgersene si persero, allontanati per strade e\nfrequentazioni distanti l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono nell\u2019oblio quaranta anni (quaranta\n!) e qualcuno dei ragazzi non ce la fece: Sandro, Roberto, Marco, Piero che con\nla casa del popolo&nbsp; non c\u2019entrava niente.\nE\u2019 vero che si erano allontanati ma le notizie correvano comunque e ogni volta\nche uno di loro moriva qualcosa veniva perduto per sempre da tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Di qualcun altro si persero le tracce definitivamente per scelta o incuria e alla fine ne rimasero soltanto sei. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla soglia dei settanta e digerita l\u2019eccitante novit\u00e0 della pensione, sembr\u00f2 che tutta una vita di lavoro fosse appartenuta a qualcun altro e si ritrovarono senza accorgersene nella categoria degli umarell, &nbsp;di coloro che non hanno un cazzo di nulla da fare, mentre nel frattempo le mogli, com\u2019\u00e8 giusto, continuavano a lavorare. <\/p>\n\n\n\n<p>Giornate lunghe che riempivano con le attivit\u00e0 pi\u00f9 svariate: &nbsp;qualcuno faceva&nbsp; consulenze per arrotondare, un\u2019altro tir\u00f2 fuori dal garage &nbsp;la bicicletta, uno si mise a ballare il liscio, uno si dedic\u00f2 anima e corpo a metter su una seconda famiglia, chi faceva le scalate e chi suonava il pianoforte, chi girava in moto, chi faceva il bolognese a tempo pieno e chi ancora vendeva automobili per prendere il caff\u00e8 coi clienti. <\/p>\n\n\n\n<p>Erano quelli che avevano sperato in un futuro migliore e involontariamente contribuito a farne uno peggiore, &nbsp;un po\u2019 viziati, un po\u2019 mammoni, col pensiero dominante della ragazza e col lavoro a tempo indeterminato. Era la generazione nata e cresciuta dopo la guerra senza averne vissuto i dolori e troppo giovane per aver goduto della rinascita economica, incapaci di stare dietro ai tempi frenetici e alle ristrutturazioni, ai cambiamenti sempre pi\u00f9 rapidi, ai tagli del personale e ai ritmi moderni, in difficolt\u00e0 coi cellulari e nemici giurati dei social.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti smisero prima o dopo di andare a donne, tutti prima o dopo si pentirono di aver votato Renzi e tutti a un certo punto della vecchiaia covavano la nostalgia dell\u2019atmosfera della casa del popolo, alla ricerca di qualcuno simile a loro, come&nbsp; a chiudere un cerchio per troppo tempo rimasto aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>continua &#8230;&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre umarell andarono a Santiago e tre umarell se ne stettero a casa: il primo disse che aveva male ai piedi e non poteva camminare, ma solo andare in bicicletta per fare sui 140 chilometri al giorno. 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