{"id":163,"date":"2010-07-25T12:00:34","date_gmt":"2010-07-25T12:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=163"},"modified":"2011-12-22T15:20:23","modified_gmt":"2011-12-22T15:20:23","slug":"io-e-caterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/?p=163","title":{"rendered":"Io e Caterina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Masi-5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-23\" title=\"coppie\" src=\"http:\/\/www.patriebalere.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Masi-5-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ho conosciuto Caterina quando aveva cinquantadue anni ed era separata da cinque. Aveva un figlio che viveva all\u2019estero, lavorava come ragioniera\u00a0 all\u2019ufficio delle imposte ed aveva una autonomia economica che le consentiva una vita agiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era stata una bella ragazza in giovent\u00f9 e di quella bellezza graziosa se ne trovavano le tracce in una maturit\u00e0 distinta e un po\u2019 sofisticata. Minuta ed elegante, non faceva colpo al primo impatto, ma attirava per la gentilezza. Sembrava molto fragile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era affettivamente sola da cinque anni, ma anche prima del divorzio non \u00e8 che fosse meno sola, conseguenza di una storia amorosa decisamente sbagliata, libera quindi e con un poco di nostalgia delle forti emozioni che portano con s\u00e9 corteggiamento e innamoramento. Ma non era per quello che veniva in pista, piuttosto per confondersi nella folla, guardare\u00a0 con un po\u2019 di invidia e di nostalgia le coppie, cercare nei loro comportamenti e nei loro gesti i ricordi sfuggiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Io frequentavo l\u2019Orchidea Blu ogni venerd\u00ec sera da molto tempo, era la sera del liscio, al sabato facevano discoteca e domenica era aperto solo il ristorante al primo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscevo\u00a0 tutti gli avventori abituali, le coppie e i singoli, conoscevo i camerieri e le orchestre che passavano con regolarit\u00e0, conoscevo il battito del cuore segreto del locale, i ritmi nascosti della cucina che a mezzanotte sfornava la pizza per gli avventori, il bar ed i piccoli vizi dei suoi clienti, i problemi di scarico del bagno degli uomini e la ferocia dell\u2019impianto di riscaldamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevo inquadrato Caterina gi\u00e0 la prima volta che era venuta, un venerd\u00ec sera di maggio a stagione di ballo quasi finita, con il caldo che si faceva sentire e muoversi in pista voleva dire sudare in abbondanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era in compagnia di altre coppie i cui uomini la facevano ballare di tanto in tanto a turno, questo gesto di cortesia faceva notare ancora di pi\u00f9 il suo stato di solitudine sentimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si disimpegnava con garbo regalando un poco di grazia ai movimenti randellati dei suoi occasionali ballerini che sbattevano qua e la ridendo e sbracciando, chi sguaiato come a rimestare polenta chi rigido come un quarto di bue appeso al gancio, sembravano capitati l\u00ec per caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io feci la mia solita serata di balletti saltuari e distaccati guardandola spesso, lei credo che non mi notasse, ed era la situazione normale per me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torn\u00f2 una volta a settembre alla ripresa della stagione invernale, abbronzata e con la stessa compagnia di ballerini disastrati: stavolta mi feci coraggio e la invitai a ballare con la consapevolezza del rifiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con mio stupore, dopo un\u2019occhiata di intesa con gli amici, acconsent\u00ec e mi segu\u00ec in pista, l\u2019orchestra attaccava uno slow fox che avevo ballato molte altre volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Slow Fox ha un ritmo che deve essere sentito fino in fondo e vissuto con grande ispirazione, \u00e8 un ballo molto delicato e impegnativo, basato sul perfetto equilibrio fra le pause dei lenti ed i passaggi leggeri dei doppi veloci, nelle sale da ballo viene ballato\u00a0 pi\u00f9 semplicemente come fox lento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una certa timidezza, come a timore di sciuparla, era molto pi\u00f9 bassa e pi\u00f9 esile di me, la presi in posizione ed avviai una serie di prudenti passi, greche semplici e piccoli pivot, lei si mantenne rigida per i primi passi, stando discosta e quasi distratta senza guardarmi, come a capire che tipo di ballerino e uomo fossi, se c\u2019era da fidarsi o meno dell\u2019uno e dell\u2019altro aspetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ero partito con molta cautela scusandomi se non fossi stato all\u2019altezza, falsa modestia perch\u00e9 avevo visto come ballavano i suoi amici e sapevo che non avrei fatto brutta figura. Lei sorrise dicendomi che non importava il come, bastava ballare, poi mano a mano che la melodia procedeva, senza parlare, presi ad accentuare la pressione sulla sua scapola sinistra facendole sentire la guida, iniziai ad allungare un poco i passi e a dare pi\u00f9 ritmo, lei sembrava apprezzare e soprattutto, seguiva senza esitazione, a met\u00e0 della canzone mi guard\u00f2 stupita e mi disse sorpresa \u201c<em>Oddio! Finalmente si balla !\u201d,<\/em> rimasi impassibile e spinsi ancora un poco di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguirono in quel primo interminabile slow tutti i movimenti ed di trucchi che conoscevo, quando la invitai in un difficile passaggio che Caterina segu\u00ec istintivamente senza neppure sapere di cosa si trattasse capii che non l\u2019avrei pi\u00f9 mollata.,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine del nostro primo ballo lei ansimava un poco per lo sforzo, ma era raggiante. Ballammo ancora quella sera, e poi ancora molte altre volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec abbiamo imparato a conoscerci, sulla pista nelle volute e nelle rapide discese dei fox e dei valzer che prediligeva fra tutti gli altri balli e che io assecondavo con piacere. Non so in quale modo, ma riusc\u00ec a convincere gli amici a venire all\u2019Orchidea per molti venerd\u00ec prima che si stancassero, poi da sola, finalmente, senza legami di orari e convenevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano le nostre serate fatte di passi doppi, agili scivolate e giri,\u00a0\u00a0 eravamo perfetti, una coppia nelle due ore della sala, sconosciuti\u00a0 nel resto della settimana, mai un appuntamento, mai una cena o qualcosa di pi\u00f9, con naturalezza il nostro affiatamento aveva dei ristrettissimi limiti di tempo e di luogo, e funzionava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fine serata bastava che uno dei due dicesse \u201c<em>ci vediamo venerd\u00ec ?\u201d <\/em>per aver combinato un appuntamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec per una intera stagione ci ritrovammo nello stesso locale alla stessa ora a fare gli stessi gesti, non c\u2019era bisogno di approfondire niente, ci trovavamo e basta. Si era creata una strana complicit\u00e0 fatta di fiducia al centro delle sala e indifferenza per il resto della quotidianit\u00e0: era paradossale che riconoscessimo immediatamente i movimenti ed i sussulti dei nostri corpi e volutamente non sapessimo niente l\u2019uno dell\u2019altra, una solida amicizia tra quelle mura tra due estranei che davano un significato alla settimana, senza pretendere niente di pi\u00f9, senza nemmeno conoscere indirizzo o telefono l\u2018uno dell\u2018altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi venne l\u2019estate e non facemmo niente per affrontarla: l\u2019Orchidea Blu chiuse per le ferie, ci ritrovammo presi ognuno per conto proprio da altri eventi, il caldo, un po\u2019 di problemi di salute, il mare. Saltarono i primi\u00a0 venerd\u00ec di giugno, davamo per scontato che la musica avrebbe modellato il nostro destino per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, tra vacanze e lavoro, passarono anche luglio ed agosto. A settembre dovetti assentarmi dalla citt\u00e0 per affari alcune settimane ed arriv\u00f2 di nuovo ottobre senza che ci fossimo pi\u00f9 sentiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era per me naturale tornare all\u2019Orchidea Blu il venerd\u00ec sera e ritrovarla al solito tavolo, era un impegno al quale avevo pensato spesso durante quei lunghi mesi di lontananza da lei e dal ballo, ma non accadde n\u00e9 quella volta n\u00e9 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so che fine abbia fatto Caterina nella grande citt\u00e0 e non ho fatto niente per ritrovarla se non continuare ogni venerd\u00ec ad entrare all\u2019Orchidea Blu con la speranza di vederla. E\u2019 andata cos\u00ec che ci siamo perduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tante notti prima di dormire penso a Caterina, la immagino mentre balla arrendevole seguendomi senza esitazione nei giri repentini del valzer, nei passi incrociati e rapidi del cha cha cha, nelle ampie volute della rumba o, come la prima volta, in un morbido slow fox: \u00e8 la mia compagna segreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vestita da sera, abito lungo rosa, certe volte fucsia, altre arancio, scarpe da ballo dorate, capelli raccolti sulla nuca, trucco profondo, adagiata sul mio avambraccio destro, il capo reclinato, sorride ad occhi socchiusi, forse sogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 pi\u00f9 giovane e bella, forse nemmeno \u00e8 lei o forse \u00e8 la sua idealizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un buon pensiero che mi conforta e mi fa addormentare tranquillo senza pensare agli anni che passano e ai dolori della schiena che rendono sempre pi\u00f9 faticosi i risvegli: quelle notti non ho i pensieri cupi del buio, immagino come avrebbe potuto essere diversa la mia vita. E\u2019 una malinconia dolce che a volte mi commuove, vita un po\u2019 sprecata ed un po\u2019 vuota, una possibilit\u00e0 di amore profondo mai compiuta, un salto mai fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che lei esista tuttavia mi rincuora, due percorsi diversi e lontani che un giorno si sono sfiorati e, almeno per quelle sere, almeno per il ballo si sono uniti in una armonia provvisoria e solida, legata solo a quei luoghi a quelle musiche e che tuttavia\u00a0 mi fanno sentire meno solo..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sonno sopravviene leggero a ritmo di valzer lento, uno due tre, uno due tre, uno due tre, forse nonostante tutto raggiungere la serenit\u00e0 \u00e8 possibile, grazie Caterina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Caterina quando aveva cinquantadue anni ed era separata da cinque. 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